Al di là delle molte perplessità (per usare un eufemismo) che sta scatenando in seno al mondo del Tiro a segno il provvedimento di riordino dell’Uits contenuto nel decreto legge n. 108 pubblicato lo scorso 26 giugno, ci sono due disposizioni contenute nel provvedimento di riordino (articolo 8 del decreto in oggetto) che riguardano i soggetti autorizzati dalla legge a portare armi per difesa personale senza licenza: si tratta dei punti 19 e 20, che introducono modifiche riguardo ai soggetti indicati nell’articolo 73 del regolamento di esecuzione Tulps (i Prefetti, i Viceprefetti, gli Ispettori provinciali amministrativi, gli ufficiali di P. S., i pretori e i magistrati addetti al Pubblico ministero o all’ufficio di istruzione) e quelli indicati all’articolo 7 comma 1 della legge 36/90 (i magistrati dell’ordine giudiziario, anche se temporaneamente collocati fuori del ruolo organico, al personale dirigente e direttivo dell’Amministrazione penitenziaria).
Sia l’articolo 73 del regolamento di esecuzione Tulps, sia l’articolo 7 comma 1 della legge 36/90, infatti, sono stati modificati introducendo un preambolo che, prima di elencare i soggetti autorizzati al porto senza licenza, dice “Fermo restando quanto previsto dall’articolo 251, comma 2, del codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66”.
L’articolo 251 in questione, secondo comma, dice che “L’iscrizione e la frequenza a una sezione di tiro a segno nazionale sono obbligatorie, ai fini della richiesta del permesso di porto d’armi per la caccia o per uso personale, per coloro che non hanno prestato o non prestano servizio presso le Forze armate dello Stato e i Corpi armati dello Stato”.
Sembra doversi quindi dedurre che prefetti, viceprefetti eccetera, dovranno obbligatoriamente frequentare il Tsn, a meno che non abbiano prestato o non prestino servizio nelle forze armate o nei corpi armati dello Stato. Non è semplicissimo capire come interpretare la norma, atteso il fatto che per quanto riguarda gli ufficiali di pubblica sicurezza è ben difficile che non facciano parte di un corpo armato dello Stato. Confidiamo che con l’iter di conversione in legge, si forniscano gli opportuni chiarimenti, su questo come su tanti altri aspetti…




