di Francesco Fabbri - 29 agosto 2019

La passione supera le avversità

266 tiratori in rappresentanza di 19 Paesi, 9 nuovi record europei e 13 eguagliati. La Cnda deve superare parecchi intoppi e si “difende" con il solo piattello

Il diciottesimo Campionato europeo Mlaic (Muzzle loaders associations international committee) d’avancarica si è disputato dal 12 al 17 agosto in Ungheria nel complesso sportivo di Sarlospuszta, a Sud di Budapest. Sotto le insegne della Davide Pedersoli l’organizzatore Nemeth Balazs ha gestito al meglio un evento che ha visto la presenza di 266 tiratori in rappresentanza di 19 Paesi con la disputa di 1.308 prestazioni in pedana, nel corso delle gare sono stati stabiliti 9 nuovi record europei e ne sono stati eguagliati 13. Che non fosse una “passeggiata di salute” lo si sapeva, le prime avvisaglie con la rinuncia alla partecipazione del presidente della Cnda (Consociazione nazionale degli archibugieri), Gian Mario Delvò per problemi personali, sostituito egregiamente dal delegato italiano al Mlaic Antonio Ferrerio e dal responsabile dell’ufficio sportivo Cnda, Luca Laurenti che si sono divisi i compiti di guida e gestione della delegazione italiana. Poi un viaggio al limite dell’odissea, bollino nero e per qualcuno anche 15 ore di auto. Primi intoppi al controllo armi, alcune armi originali non superavano la prova di tenuta della “prima monta”: è rischioso intervenire su meccanismi vecchi di oltre 150 anni ma si lavora con delicatezza chirurgica con lima e carta vetrata e i problemi sono superati, “Il bello dell’avancarica è anche questo, tanta passione, competenza e sangue freddo” come ha sottolineato il presidente Delvò, “ed è questo che ci rende orgogliosi di appartenere al modo della polvere nera, uniti sempre e comunque, fieri di rappresentare l’Italia e il movimento dell’avancarica dando sempre il meglio di noi stessi, orgogliosi anche quando i risultati sono al di sotto delle aspettative, ma lo sport è questo, è uno solo che vince ma tutti gli altri non sono sconfitti ma solo battuti in gara!”. Le gare di Tiro a segno, nate sotto una cattiva stella, non hanno rispecchiato le aspettative: alle prestazioni sottotono si sono assommati anche vari problemi tecnici e meccanici. Fortunatamente ci ha pensato il tiro al piattello a risollevare il morale degli italiani, conquistando il bronzo a squadre nella specialità “Manton R” (fucile a pietra focaia) con Enrico Siclari, Paolo Zanzi e Moreno Boni, dietro alla Germania e Francia. Altra gioia per l’Italia sempre dal piattello col terzo posto individuale di Moreno Boni nella specialità “Lorenzoni R” (fucile a luminello) dopo uno spareggio a tre con i tedeschi Franz Lotspeich e Armin Grubl tutti con 46/50. Questa gara è stata segnata da un problema fisico di Enrico Siclari costretto a disertare la seconda manche mentre l’Italia era avviata alla conquista di ormai certa medaglia a squadre. Da segnalare il bel gesto della nazionale francese che ha donato a Siclari la medaglia del terzo posto a squadre conquistato proprio grazie alla defezione del tiratore azzurro. Sempre nel tiro a volo sono arrivati gli ottimi piazzamenti di Ruben e Andrea Scotti, padre e figlio, quarto e quinto al termine di un entusiasmante spareggio per il terzo posto con la britannica Jane Capewell. Il bilancio dell’Italia conta due medaglie di bronzo e undici piazzamenti entro i primi dieci. Al termine della cerimonia di chiusura il segretario generale Mlaic, Gerhard Lang, ha consegnato all’Italia la bandiera del Mlaic per l’organizzazione del Campionato europeo che si disputerà nel 2020 a Parma.

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