di Ruggero Pettinelli - 07 maggio 2019

La cartuccia che ha fatto il west...ern

Da John Wayne a Gary Cooper, cosa sparavano i grandi divi del cinema western nei loro film? Una cartuccia molto speciale e, soprattutto... universale!

Il western è uno dei filoni più antichi del cinema e, sicuramente, uno dei filoni nei quali... si è sparato di più, insieme ai film di guerra. Non è noto a tutti, però, che proprio per questo tipo di film è stata sviluppata una cartuccia apposita, che tra l'altro ha avuto una vita "operativa" decisamente lunga, spaziando dagli anni Venti del XX secolo fino agli anni Settanta-Ottanta. Parliamo della "5-in-1", una realizzazione veramente particolare.

5 armi, una sola cartuccia

Già ai tempi di Tom Mix, quindi con il cinema muto, ancor più ai tempi di John Wayne e Gary Cooper, nei film western si utilizzavano armi vere, principalmente revolver Colt 1873 "peacemaker" e carabine Winchester 1873 o 1892. Queste armi, spesso, avevano la più disparata provenienza e potevano essere in almeno 3 differenti calibri, cioè .45 Colt, .44-40 e .38-40. Realizzare cartucce a salve per uso scenico per ciascuno di questi calibri sarebbe stato un incubo, anche con i fondi a disposizione di Hollywood. Ecco che allora si pervenne all'idea di realizzare una cartuccia a salve "universale", che potesse consentire il funzionamento di tutte queste armi. Era nata la 5-in-1, così chiamata perché poteva funzionare in 5 diverse armi: i revolver in .45 Colt, .44-40 e .38-40 e le carabine Winchester in .44-40 e -38-40.

Come funzionava?

La cartuccia fu prodotta dalle principali aziende statunitensi di munizioni, cioè Winchester e Remington: la sua particolarità, oltre ad avere misure compatibili con le camere di scoppio del .38-40, .44-40 e .45 Colt, è che il bossolo si prolunga oltre quello che dovrebbe essere il tradizionale colletto, realizzando anche un simulacro del proiettile, con profilo ogivale a punta piatta. Il finto proiettile è forato nella parte anteriore, per consentire lo sfogo da parte dei gas di sparo, a tenere assestata la carica di polvere c'era un dischetto di cartoncino. A volte, per aumentare l'effetto realistico, la falsa palla era placcata con un sottile strato di piombo, o verniciata in argento opaco. C'erano quattro livelli di caricamento: i due più bassi (un quarto e mezza carica) servivano per le scene da girare al chiuso o quando bisognava girare vicino ai cavalli, mentre i due più sostenuti (tre quarti e carica piena) servivano per le scene all'aperto. Il caricamento era sovente a polvere nera, in modo che oltre al botto, si vedesse una abbondante proiezione di fumo.

La 5 in 1 ai giorni nostri

Ai giorni nostri, per le pistole semiautomatiche è necessario utilizzare cartucce a salve nei calibri specifici (9 mm, .45 acp), ma per i revolver e le carabine "in stile" western, la mitica 5-in-1 si è evoluta: adesso, spesso e volentieri viene realizzata in plastica (anche perché in rari casi la falsa palla in ottone della vecchia 5-in-1 si fessurava e piccole schegge di ottone venivano proiettate fuori), ma la sua latitudine di impiego è stata ulteriormente ampliata, ritoccando le dimensioni in modo che oltre ai calibri "tradizionali", possa funzionare anche con armi in calibro .44 special, .44 magnum e .410. In pratica è come se la vecchia 5-in-1 fosse diventata una 8-in-1!

© RIPRODUZIONE RISERVATA