di Claudio Bigatti - 09 luglio 2019

Il “principe” del miglio

Si è svolta a Caylus, in Francia, la prima edizione della gara internazionale di Extreme long range denominata Prince of 1 mile: regnanti e nobiltà… rimangono francesi
Dopo la “King of 2 miles” a Canjuers, sempre in Francia ha debuttato una nuova gara di Extreme long range, anche se, in questo caso, la distanza massima del bersaglio era posta a un miglio. Perfetta la location nel poligono militare della base del 11e Bp 6e Régiment de parachutistes d'infanterie de marine (6e Rpima) a Caylus (dipartimento Tarne-et-Garonne), che ha visto la partecipazione di 58 team. La sorpresa della gara sono stati i bersagli, inseriti come nuovo coefficiente di difficoltà: non più piastre d’acciaio rettangolari, bensì i ben più piccoli quadrati di 1,6 moa, oltretutto appesi al vertice di un angolo.

La gara
Due giornate di caldo infernale (6 e 7 Luglio) con venti moderati, ma mutevoli nella direzione, con i bersagli (posizionati su una collinetta) a 595, 715, 933 e 1.259 metri per la prima giornata delle qualifiche; e a 1.419, 1.548 e 1.592 metri con i bersagli posti su una seconda e più distante collinetta. Due le categorie in gara: Small bore, riservata a carabine con calibri sino al .300 Lapua magnum, e Big bore, per i calibri superiori, esclusi il .50 Bmg e i suoi derivati, anche questa una novità.
I bersagli di cold bore (o canon froid alla francese), cioè i bersagli su cui il tiratore va a sparare il primo colpo, erano, invece, posti a 1.288 metri per le qualifiche e a 1.488 nella finale. Bisogna dire che il bersaglio di cold bore a 1.288 metri nelle qualifiche era posto sulla seconda collina, quella per le più lunghe distanze, e, pertanto, obbligava a un nuovo riassetto dell’arma per ingaggiare le sagome previste.
La prima giornata di qualifiche, che selezionava i 10 tiratori destinati alla finale, ha visto uno strepitoso Bruno Put, “roi” in carica della King of 2 miles in France, e vincitore pure della “Master of 2 kilometres”, alla ricerca anche del titolo di “principe” a Caylus: per il francese, una sessione perfetta con un solo bersaglio mancato a 933 metri, 13 bersagli su 14 colpiti.
Alla finale ha avuto accesso anche il team Bcm–Elr (Gianfranco Zanoni tiratore, Gianmattia Molina wind coach ed Enzo Murdocca osservatore, nella foto in basso) unico team italiano a difendere i colori con l’ottavo posto: Zanoni, però, ha strappato applausi ai francesi essendo stato l’unico tiratore della manifestazione a colpire il cold bore a 1.288 metri …. da 0.6 moa!
Il giorno della finale, però, non sono mancati i colpi di scena: i bersagli sulla seconda e più distante collina erano esposti sulla sinistra all’influenza di un canalone che falsava l’intensità del vento. Molti tiratori sono caduti proprio su questa difficile lettura, mancando ripetutamente il primo bersaglio, compreso il team Bcm-Elr, che si classificherà onorevolmente al settimo posto, migliorando, anche se di poco, il precedente piazzamento. A testimonianza delle oggettive difficoltà interpretative del vento in gara, il progressivo learning proprio del team Bcm-Elr in concomitanza con i riscontri sui bersagli mancati in precedenza e che porteranno Zanoni a colpire, unico nella gara, per tre volte la piastra “finale” a 1.592 metri: troppo tardi, però, per risalire oltre in classifica.
Il nuovo principe del miglio è Francois Dreuil (.300 Lapua magnum, vedi foto sopra), alle sue spalle Jerémy Delettre (.375 Chey-tac) e Yannick le Thiec (.338 Lapua magnum) tutti francesi.
A proposito di nazioni: la Francia con le gare “King of 2 miles en France” a Canjuers e la “Prince of 1 mile” a Caylus dimostra chiaramente di essere il riferimento europeo per la disciplina dell’Extreme long range. Non solo: le autorità militari francesi hanno dimostrato una significativa apertura mentale nell’ospitare, dare assistenza e riconoscimento a questo tipo di gare: nelle premiazioni, l’ufficiale di collegamento per l’evento, udite udite, ha ringraziato tutti i partecipanti.
Relazioni tra istituzioni e cittadini, fruibilità degli spazi demaniali per queste manifestazioni, con istituzioni militari attente e aperte alle più disparate esigenze “civili”, con comprensione dell’inserimento di queste gare in un più vasto contesto culturale e turistico in relazione al territorio.
Se qualcuno dalle nostre parti volesse prendere debita nota…



© RIPRODUZIONE RISERVATA