09 novembre 2018

I ragazzi di Parkland… perdono le elezioni in casa!

Débacle elettorale per i disarmisti di #neveragain: proprio nello Stato della Florida, culla del movimento, è stato eletto un governatore repubblicano e decisamente pro-armi

Le elezioni statunitensi di metà mandato hanno deluso, almeno in parte, chi riteneva automatica una schiacciante vittoria dei democratici su tutti i fronti. In particolare, il fronte repubblicano ha dimostrato di essere in grado di mantenere il controllo del senato degli Stati Uniti. Dove, però, la vittoria (o quantomeno la mancata débacle) repubblicana fa più male è nello Stato della Florida: da lì, e più precisamente da Parkland è partito infatti il movimento #neveragain costituito da studenti sopravvissuti alla strage di massa compiuta alla Marjory Stoneman Douglas high school da Nikolas Cruz, un coetaneo con problemi psichici, espulso poco tempo prima. Il movimento studentesco era arrivato fino a Washington, con una marcia dai numeri tuttora controversi, ma indubbiamente imponenti, chiedendo a gran voce l’introduzione di maggiori controlli sull’acquisizione di armi e, in particolare, degli Ar15. Ironia della sorte (ma anche no…), De Santis ha ricevuto un deciso endorsment elettorale da parte della National rifle association, in quanto durante la sua funzione di deputato al Congresso ha votato a favore di numerosi atti legislativi per la tutela dei diritti dei legittimi possessori di armi e, più in generale, in difesa del secondo emendamento. In teoria, quindi, la sua vittoria sarebbe stata pressoché impossibile proprio nello Stato flagellato dalla peggior strage studentesca della storia degli Stati Uniti, superiore anche a quella di Columbine immortalata addirittura da un film (di Michael Moore). Invece, seppur per pochi punti percentuale, ha trionfato sullo sfidante, il democratico Andrew Gillum, che puntava a diventare il primo governatore di colore dello Stato. “Questo è il giorno”, ha commentato De Santis, “nel quale non sono le élite a stabilire gli argomenti e determinare l’agenda”, riferendosi all’appoggio ricevuto da parte del ceto lavoratore.

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