06 dicembre 2019

Firearms united commenta il database Opal

Firearms united ha analizzato il database degli omicidi commessi con armi legalmente detenute diffuso con enfasi dall’Opal. Scoprendo che l'accuratezza della ricerca lascia perlomeno a desiderare...

Firearms united ha analizzato il database diffuso con grande enfasi nelle scorse settimane dall’Osservatorio permanente sulle armi leggere e le politiche di sicurezza e difesa (Opal) di Brescia, riscontrando in effetti una notevole discrepanza rispetto ai dati diffusi. In particolare, dei 51 cosiddetti omicidi commessi con armi legalmente detenute riportati da Opal e utilizzati per chiedere norme più stringenti sul rilascio delle licenze e sulla detenzione civile di armi, 3 in realtà sono stati commessi con armi illegali, 5 sono stati identificati come suicidi concordati e non come omicidi, 2 sono stati commessi da militari con armi d’ordinanza (non soggette ad alcun rilascio di licenza), 5 sono stati commessi con armi sottratte al legale detentore non colpevole, però, di omessa custodia (quindi con scasso eccetera). Nel caso di due delle 5 vittime, inoltre, si trattava di omicidio eutanasico. Dei restanti 36 casi confermati, quattro risultano omicidi eutanasici e uno risulta un incidente.

“Questa è la serietà con cui si tenta di screditare una intera categoria, più di 4 milioni di cittadini”, ha commentato il presidente di Unarmi, Giulio Magnani.

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