Donna aggredita da lupo nell’Aquilano

Nell'Aquilano una donna si salva dall'aggressione di un lupo scagliandogli contro il proprio zaino. Siamo proprio sicuri che il mantra animalista secondo il quale "il lupo teme l'uomo" non debba essere leggermente ritoccato? Magari prima che ci scappi il morto...

È accaduto pochi giorni fa a Capestrano, un piccolo paesino in provincia dell’Aquila. Una donna, uscita da un negozio, è stata avvicinata da un singolo lupo. La donna si è riparata dietro un cancello, cercando di allontanarlo gettandogli addosso il suo zaino, che il lupo le ha strappato dalle mani. Sembra che gli abitanti ne abbiano notati anche altri che, occasionalmente, girano nei dintorni. È da giorni, a quanto riferiscono i Forestali, che l’animale si aggira in cerca di cibo nella zona. Il colonnello Nicolò Giordano, comandante del gruppo Carabinieri forestali dell’Aquila, ha dichiarato: “L’animale gironzola in paese poiché i cassonetti in cui viene conferito l’organico sono facilmente raggiungibili…Ma è importante evitare di allarmarsi: ricordiamo che questi animali tendono a essere elusivi e, in caso di vicinanza dell’uomo, scappano via…”. Per cui si ripete il copione già visto del film andato in onda ormai troppe volte. Allontanare l’animale, come ha poi confermato essere intenzione del responsabile della Forestale, porterebbe soltanto il problema da un’altra parte. D’altronde ormai è quello che accade purtroppo… ovunque. Sotto la nostra casa, nei dintorni di Roma, appena fuori il raccordo anulare, i pecorai che tengono in zona diversi greggi di pecore, in questo periodo che ci sono gli agnelli in crescita, sono costretti a dormirci in mezzo, in macchina, tutte le notti per tenere sotto controllo gli animali. Che sarebbero predati notte e giorno, continuamente. Ancora più di recente, in questi giorni la pineta di Fregene, sempre nei dintorni di Roma, è stata chiusa per la presenza ormai certa di un branco di lupi che ci staziona. Non dimenticando che intorno alla pineta ci sono anche molte case abitate, con donne, bambini e anziani. Luogo di pic-nic, gite in bicicletta e passeggiate a piedi. Sentire da tutte le parti, animalisti, esperti cosiddetti e persone affette da “lupite”, che solo gli “ibridi attaccano l’uomo mentre il lupo no”, “Il lupo teme l’uomo”, “Non c’è allarme”, “Non ci sono mai state vittime di lupi”, non ha più nessun effetto. Se parliamo del problema del pericolo di estinzione della specie, ormai siamo a dover proteggere tanti altri animali, ma men che mai il lupo. Attacchi dimostrati, repertati, catalogati e accertati, ce ne sono stati innumerevoli e non dobbiamo riassumerli ogni volta perché ormai li sanno tutti. Perfino l’Ispra, che ormai ha stabilito anche il numero di esemplari abbattibili. Il lupo, ibrido o puro, non ha codici di comportamento da cavaliere della foresta. Tutto quello che può prendersi, perché valuta la possibilità di farlo diventare cibo, lo prende. E in incontri sfortunati, quali un uomo ferito, debilitato, o anziano impossibilitato a sottrarsi o peggio bambini, una preda gestibile per le dimensioni come è già accaduto diverse volte, può, e dopo tanti tentativi a vuoto o finali sempre fortunati prima o poi accadrà, provocare qualche morto. E non abbiamo paura di pronunciare certe parole perché sono anni che scriviamo questa cosa. Sempre supportati dai vari episodi fortunatamente conclusi bene. E non si parli di reti e cani da guardia. I lupi si arrampicano sulle reti, come volpi e cani randagi. È pieno di video in tal senso. Mentre i cani da guardia debbono spesso essere messi anche loro al riparo da predazioni. Ma non può durare per sempre. Aldilà delle continue perdite per allevatori, e ancor più affettivamente per cani, gatti, conigli domestici da compagnia che fanno tanto male ai proprietari, il pericolo corrente è per gli umani. Soluzioni? Certo, la migliore. L’unica che mette subito nella mente di qualunque animale che il pericolo è insito nell’uomo. Non è la baggianata della “convivenza pacifica” sulla quale tutto l’animalismo ci campa sopra a suon di esperti da scrivania che non ne hanno mai visto uno, o non si sono mai trovati da soli davanti 5 o 6 di loro. Ma è far capire che con l’uomo si rischia la vita. Perché l’uomo ti uccide. È l’unica legge naturale che governa tutta la fauna del pianeta, e salva predatori e prede. Ed è l’unica memoria ecologica che da circa 70 anni mamma lupa non trasmette più ai suoi lupacchiotti. Perché non l’ha mai ricevuta nemmeno lei. L’unico compromesso che siamo pronti ad accettare è che il lupo torni a predare unicamente la fauna selvatica. Perché, per inciso, come predatore di animali domestici non serve a nulla. Anzi è proprio deleterio e inutile. Ecco perché è stato sterminato in passato. Per cui non continuiamo a prendere in giro chi ci vive in mezzo con la frase salvatutto che “il lupo teme l’uomo”. Lo teme se l’uomo si fa temere. Attualmente per lui è solo un povero fessacchiotto indifeso che si può prendere quando si vuole.