Contributo a fondo perduto per le società sportive

L’ufficio per lo Sport della presidenza del consiglio dei ministri ha decretato lo stanziamento di oltre 50 milioni di euro a favore di associazioni sportive dilettantistiche. Per le richieste, c’è tempo fino al 28 giugno. Scarica l’allegato con i criteri per ottenere i contributi

L’11 giugno scorso l’ufficio per lo Sport della presidenza del consiglio dei ministri ha decretato lo stanziamento di oltre 50 milioni di euro a favore di associazioni e società sportive dilettantistiche nell’intento di assicurare un sostegno alla ripresa dell’attività sportiva. L’agevolazione, da non confondere con il contributo a fondo perduto previsto dall’articolo 25 del decreto rilancio (riservato ai soggetti dotati di Partita Iva), non è parametrato all’andamento del fatturato, ma concesso ai sodalizi sportivi in possesso di specifici requisiti di seguito indicati. La richiesta di contributo dovrà essere presentata dall’ente sportivo via web (sportgov.it/bonus-locazione/it/home/) e le domande potranno essere presentate entro due finestre temporali differenziate a seconda che l’ente sia o meno titolare di almeno un rapporto di locazione (o sub-locazione).

L’invio delle richieste di contributo si suddivideranno in due momenti distinti: titolari di uno o più contratti di locazione e soggetti privi di immobili in locazione per l’esercizio delle attività sportive o “ritardatari”. Nel primo caso, a partire dalle 12 del 15 giugno sino alle 20 del 21 giugno, potranno presentare un’istanza le associazioni e le società sportive dilettantistiche che risultano iscritte al registro Coni/Cip alla data del 23.02.2020; risultano titolari di uno o più contratti di locazione (o sub-locazione) aventi a oggetto unità immobiliari e regolarmente registrati presso l’agenzia delle Entrate; svolgono all’interno del suddetto immobile almeno una delle attività sportive riconosciute da Coni/Cip; sono in regola con le autorizzazioni amministrative e sanitarie per lo svolgimento delle attività (per esempio, comunali, Asl); utilizzano prevalentemente per lo svolgimento delle attività sportive gli spazi per i quali si presenta la domanda di contributo; non sono morosi nei rapporti con il locatore, avendo onorato i canoni di locazione fino al 31/12/2019. Ne risulterebbero, quindi, esclusi gli enti sportivi che operano in locali concessi in comodato gratuito o con rapporti di noleggio (utilizzo spazi verso corrispettivo orario), nonché i titolari di locazioni abitative e per scopi diversi da quelli della pratica sportiva (magazzini, garage, civile abitazione). Sarà, inoltre, necessario, in sede di compilazione della domanda, riportare una serie di informazioni richieste in forma di autocertificazione ai sensi degli articoli 46 e 47 del dpr 445/2000 (fruizione del credito d’imposta), nonché allegare un valido documento d’identità del legale rappresentante. L’importo erogabile, per un massimo di 30.086.409 euro, sarà corrisposto secondo una formula algoritmica che prende in causa la sommatoria dei canoni di locazione, eventuali riduzioni e ulteriori contributi erogati agli stessi soggetti richiedenti.

Nel secondo caso, coloro che non hanno partecipato alla prima sessione nonché le associazioni e società sportive dilettantistiche che non sono titolari di contratti di locazione potranno avanzare, con le medesime modalità di cui al precedente punto 1, la richiesta di contributo a fondo perduto dalle 12 del 22 alle 20 del 28 giugno. Tra i requisiti obbligatori per questi soggetti, una valida affiliazione a un organismo sportivo riconosciuto da Coni/Cip; la regolare iscrizione al registro Coni/Cip al 23 febbraio 2020; la pratica di un’attività sportiva dilettantistica riconosciuta da Coni/Cip; essere in regola con le autorizzazioni sanitarie e amministrative del comune di luogo di esercizio delle proprie attività; possedere al 23 febbraio 2020 un numero minimo di 50 tesserati, distinguendo tra soggetti normodotati e diversamente abili; avere almeno un istruttore in possesso di laurea in scienze motorie, diploma Isef e/o una qualifica tecnica rilasciata da Coni/Cip o dall’ente a cui il soggetto e affiliato (tipico caso del direttore sportivo in regola con i corsi di aggiornamento); non aver ricevuto da parte del proprio ente di affiliazione qualsiasi tipo di contributo finalizzato a sostenere l’ente durante il periodo emergenziale in corso; non aver ricevuto altri contributi da parte di enti pubblici (comuni, regioni, province), associazioni, fondazioni o altri organismi.

Alla domanda dovranno, inoltre, essere allegati i documenti attestanti la sussistenza dei requisiti sopra elencati, assieme al documento d’identità valido del soggetto richiedente e alla dichiarazione dell’Ente di affiliazione l’effettivo svolgimento delle attività sportive, didattiche e formative e del numero dei tesserati svolgenti partecipanti a tali attività.

A ogni richiedente in regola con i requisiti, sarà corrisposto un contributo di 800 euro su uno stanziamento massimo di 20.000.000 di euro, nell’ordine cronologico in cui sono state presentate le domande.