di Marco Caimi
- 02 December 2020

Il ddl "proteggi animali" mette a rischio la caccia

Il disegno di legge a firma dei pentastellati Perilli e Maiorino minaccia di abolire l'articolo 842 del codice civile, creando grave danno all'attività venatoria. Il senatore leghista Bruzzone e gli europarlamentari Canova, Dreosto e Da Re lanciano l'allarme.

Pochi giorni fa è giunta notizia della discussione nella commissione Giustizia al Senato del testo base del disegno di legge cosiddetto "proteggi animali", che porta la firma dei senatori pentastellati Perilli e Maiorino. Il ddl, oltre a contenere numerosi interventi a tutela degli animali, come l'inasprimento delle pene per il reato di maltrattamento di animali o per l'impiego di collari di addestramento elettronici, peraltro più che condivisibili, contiene anche un malcelato tentativo di creare grave danno al mondo venatorio, l'abolizione dell'articolo 842 del codice civile. L'articolo, infatti, ai commi 1 e 2, stabilisce che "Il proprietario di un fondo non può impedire che vi si entri per l’esercizio della caccia, a meno che il fondo sia chiuso nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia o vi siano colture in atto suscettibili di danno" e la sua abolizione, evidentemente, impedirebbe ai cacciatori di accedere a tutti i fondi agricoli privati. A dare l'allarme è stato anche il senatore della Lega Francesco Bruzzone, che ha annunciato che presenterà numerosi emendamenti al ddl, a tutela del mondo venatorio. «Nella sua versione finale», ha dichiarato Bruzzone, «in ossequio alla sempre più delirante e dilagante concezione ideologica animalista dei Cinque Stelle, l’attività venatoria viene così tanto regolamentata da essere praticamente bandita sul territorio nazionale. L’estremismo che sta alla base di questa filosofia non danneggia solamente la caccia e il suo considerevole indotto, ma rappresenta una pesante minaccia anche per i comparti produttivi che si collegano con l’attività venatoria. Basta deliri proibizionisti, la Lega dice no ad impostazioni punitive; servono soluzioni di buonsenso, che siano il risultato di confronti e dibattiti: altrimenti vincono prevaricazione e pregiudizio».

Preoccupati anche gli eurodeputati Massimo Casanova, Marco Dreosto e Gianantonio Da Re, dal momento in cui il testo del ddl promosso dal Movimento 5 stelle avrebbe ricevuto supporto, a inizio estate, dal movimento animalista europeo. «In un momento in cui le priorità dovrebbero essere altre», ha commentato Casanova, «giudico preoccupante questa deriva animalista, che equipara giuridicamente l’animale all’uomo e ritengo altrettanto preoccupante, il fatto che il sostegno arrivi direttamente da associazioni riconosciute a livello europeo». Altrettanto preoccupato il collega Dreosto, che ribadisce «una cosa è la tutela degli animali che noi tutti sosteniamo, paradossale e pericoloso sarebbe invece superare un confine etico e giuridico. In materia di caccia viene poi prevista una artificiosa riconversione di sanzioni amministrative in penali all’interno della 157/92, che già ricordo essere la più rigorosa a livello europeo».

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