Riordino dell’Uits: Anpam dice sì

L'Associazione dei produttori di armi e munizioni civili accoglie con favore il progetto di riordino dell'Uits contenuto nel decreto 108, auspicando "che il confronto parlamentare e il dibattito in corso si sviluppino in modo costruttivo, con l’obiettivo di migliorare e rafforzare ulteriormente il provvedimento"

L’Anpam, associazione nazionale dei produttori di armi e munizioni sportive e civili, ha diffuso un comunicato nel quale esprime un commento favorevole al provvedimento di riordino dell’Unione italiana Tiro a segno contenuto nel decreto legge 108, pubblicato lo scorso 26 giugno. Nel comunicato si legge che “Anpam, Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni, esprime il proprio favorevole accoglimento nei confronti dell’iniziativa del Governo relativa al riordino dell’Unione Italiana Tiro a Segno (UITS).
Il provvedimento, inserito nel decreto-legge recante “Disposizioni urgenti in materia di
sport, per lo svolgimento di grandi eventi e per l’efficacia del documento di identità”, è stato approvato lo scorso 16 giugno dal Consiglio dei Ministri su proposta della Presidente Giorgia Meloni e dei Ministri Andrea Abodi (Sport e Giovani), Guido Crosetto (Difesa) e Matteo Piantedosi (Interno). Il testo, attualmente all’esame della Camera dei Deputati per l’iter di conversione in legge, introduce una più netta e necessaria separazione tra le funzioni istituzionali e quelle sportive dell’UITS”.
“Anpam”, prosegue il comunicato, “auspica che il confronto parlamentare e il dibattito in corso si sviluppino in modo costruttivo, con l’obiettivo di migliorare e rafforzare ulteriormente il provvedimento, preservandone l’impianto riformatore. L’Unione Italiana Tiro a Segno rappresenta infatti un’infrastruttura strategica per il paese nonché per il settore, fondamentale sia sotto il profilo sportivo sia per le rilevanti funzioni istituzionali che è chiamata a svolgere. Secondo l’Associazione, è indispensabile cogliere questa storica opportunità di modernizzazione – attesa da anni – per semplificare le procedure, chiarire le competenze, rendere più efficiente la governance e adeguare l’intero sistema alle reali esigenze degli utenti e delle pubbliche amministrazioni. Rinviare questo percorso significherebbe rinunciare a una concreta occasione di innovazione e di rilancio per un comparto che necessita di strumenti normativi moderni, efficaci e coerenti con le sfide del presente. L’industria italiana delle armi e munizioni sportive e civili, costituita prevalentemente da piccole e medie imprese, rappresenta un’eccellenza economica di primo piano. Le aziende associate ad Anpam coprono oltre l’80% della produzione nazionale e impiegano complessivamente oltre 3.000 addetti diretti. Secondo una ricerca dell’Università di Urbino (basata su dati 2023), l’intero ecosistema economico del comparto – inclusi l’indotto e i settori collegati – genera quasi 90.000 posti di lavoro e un volume d’affari di circa 8 miliardi di euro, pari allo 0,38% del PIL nazionale”.