Il Tar della Lombardia ha respinto il ricorso che la Lega per l’abolizione della caccia aveva proposto contro la deliberazione della giunta regionale lombarda n. 5022 del 22 settembre 2025 e della deliberazione del consiglio regionale n. 1088 del 24 settembre, con i quali erano stati individuato 23 valichi montani ed era stata tracciata la relativa disciplina venatoria differenziata all’interno di essi. Peraltro, le determinazioni di giunta e consiglio costituivano di fatto l’esecuzione di quanto previsto dalla legge 131 del 2025, sul riconoscimento del particolare interesse ambientale e sociale delle zone montane. La Lac in particolare eccepiva la nullità dei provvedimenti regionali, in quanto a suo dire adottati in violazione della sentenza del Tar risalente al maggio precedente, con la quale era stato disposto lo stop indiscriminato alla caccia (anche agli ungulati) in tutti i valichi della regione.
I giudici hanno tuttavia hanno ritenuto inammissibile il ricorso, atteso il fatto che, citando una pronuncia dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato del 2011, “la sopravvenienza di una legge che ridisciplina proprio gli atti e l’attività amministrativa che era stata dapprima oggetto di sindacato giurisdizionale, determina, ad avviso dell’adunanza, l’effetto di scollegare la vicenda, assoggettata a nuova legge per il noto principio di legalità, dalla mera fase esecutiva del giudicato”. Del pari dichiarata inammissibile la questione di legittimità costituzionale che era stata sollevata in via incidentale sulla medesima materia. “Accogliamo con soddisfazione questa sentenza”, ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, “che conferma la solidità del lavoro svolto e la correttezza del percorso intrapreso. Voglio ringraziare le strutture regionali per la professionalità dimostrata, perché quando si lavora sulla base di studi rigorosi si opera nell’interesse generale. Regione Lombardia continuerà a mantenere un approccio fondato sulla scientificità e sulla correttezza delle valutazioni, garantendo al tempo stesso il rispetto delle norme e una gestione equilibrata del territorio”.




