Apprendiamo dal comunicato stampa n. 05/2026 del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, che nel pomeriggio di ieri sono stati rinvenuti, nel comune di Alfedena, in Località San Francesco, nell’Area Contigua del Parco, ben 5 esemplari di lupo morti. Il nucleo cinofilo antiveleno del Parco ha rilevato reperti che farebbero pensare alla presenza di probabili esche avvelenate. Tutto è stato sottoposto a sequestro penale e messo a disposizione della Procura della Repubblica di Sulmona che coordinerà le indagini. Il tutto sarà poi trasferito presso la sede di Avezzano, all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, per avere i riscontri necessari a stabilire con certezza le cause dei vari decessi. Si sovrappone a questo caso il recente ritrovamento, nel territorio di Pescasseroli, di altri 5 lupi morti.
Occorre la massima chiarezza sul punto: siamo noi i primi a criticare la troppa mitizzazione a cui viene sottoposta questa specie. Ma siamo altrettanto netti nel dire che per noi lacci, tagliole, trappole varie ed esche avvelenate, sono il rifugio ignobile di chi applica sistemi che non trovano assolutamente alcuna giustificazione. È appena il caso di ricordare che le esche avvelenate mettono in grave pericolo molte altre specie, non assolutamente responsabili di colpe che gli autori del vile gesto addossano alla specie lupo. Primo tra tutti l’orso marsicano, a seguire cani domestici, da pastore, carnivori selvatici tipo volpi, faine, donnole eccetera. Ricordiamo inoltre agli autori che le sanzioni penali sono molto gravi, con conseguenze dirette anche sul proprio lavoro, sfera di vita e soprattutto riscontro economico, nel caso si venisse individuati come colpevoli.
Aggiungiamo però, visto che proprio recentemente abbiamo scritto molto sull’invasività di alcune specie nei parchi dell’Italia centrale, come cinghiali e cervi, che “il lascia fare alla Natura” è una idea balzana che l’animalismo nostrano, se volesse fare un salto di qualità, dovrebbe definitivamente abbandonare. Al pari di tutte le altre specie, anche il lupo è arrivato numericamente a consistenze tali che sarebbe ora rientrasse nella gestione dei vari Parchi o Atc o altri gestori. Il perpetuare politiche tendenti solo all’ideologico, e all’esaltazione degli animali “belli” e che fanno proseliti, non fa assolutamente bene a nessuna specie se la si vuole veramente salvaguardare, ma fa bene solo a chi vuole farci carriera sopra, politica o associazionistica che sia. Spesso il riflesso barbaro di questo ostruzionismo è, come peraltro avevamo messo in guardia in tempi non sospetti, il solito “Fai da te”. Chiudiamo con la speranza che questi fatti consentano di compattare in una unità di intenti tutti i soggetti interessati: amanti della natura, protezionisti, cacciatori, pastori, allevatori e cittadini comuni, lasciando a casa tifoserie e interessi venali vari.




