Gli animali… artificiali

Spopolano sulla Rete i video di selvatici creati con l’intelligenza artificiale, volti a propagandare comportamenti umani da parte degli animali. Così tuttavia si rischia di educare le prossime generazioni a una fauna che non esiste ed è pericoloso

Lo spunto ce lo dà una moltitudine di articoli specialmente comparsi su riviste estere, che da noi nessuno si azzarda ad evidenziare. Anche ricercatori dell’Università di Cordoba hanno portato all’attenzione questo triste fenomeno. Parliamo delle centinaia di video circolanti in cui l’intelligenza artificiale fa figurare i più disparati animali selvatici, come pupazzetti viventi in atteggiamenti tipicamente umani, con espressioni e sentimenti che logicamente non appartengono loro. Data la fedeltà delle immagini, l’intento è evidentemente quello di istillare nelle persone che guardano una visione fuorviante di animali e Natura. Possiamo scegliere tra tantissimi, ma la farsa è sempre la stessa. Animali che tra loro fraternizzano, tipo il leone che lecca una gazzella, o riporta in bocca il piccolo a sua madre. O nei confronti degli uomini, sempre il leone che va a sdraiarsi vicino al turista mettendosi a pancia all’aria per farsi grattare l’addome. O mamma orsa che riprende il suo piccolo dalle mani di una persona e, riconoscente di averglielo ritrovato, lecca sulle mani l’umano per ingraziarlo. O il capriolo maschio che viene a mangiare dalle mani del turista e si fa grattare soddisfatto in mezzo al palco facendo un’espressione di piacere, eccetera: ne potremmo descrivere a centinaia. Molte sono facilmente individuabili, come quella di un cucciolo di bovaro bernese che dorme nel nido assieme ai pulcini. Fuori dal nido c’è un paperotto che però, nel momento in cui entra anche lui nel nido, diventa subito pulcino. I più sono invece, difficili da scoprire anche per gli addetti ai lavori. Tranne che per le scene patetiche, i particolari sono fatti molto bene. Questo spargere false informazioni naturalmente porta tanta acqua inquinata al mulino dell’animalismo, nostrano ed estero: per far figurare gli animali belli, simpatici, fraternizzanti con gli uomini, sempre pronti a ringraziarci, pacifici anche quando sono molto pericolosi, ma soprattutto innocui. Tale fandonia viene anche sfruttata a piene mani in trasmissioni televisive da parte di ben noti personaggi, finiti adesso attenzionati dalla legge per altri motivi. Quindi niente di più falso, e naturalmente pericoloso per le menti di chi guarda da sprovveduto, in quanto fissa nel suo immaginario una natura benevola, accudente e soprattutto fraterna con l’uomo. Gli animali sono buoni tutti e noi dobbiamo conviverci perché loro ne sarebbero tanto riconoscenti, diventando fratelli di noi umani, insomma. Inutile dire i danni di immagine e di opinione, specialmente per bambini, a cui vengono fatti vedere per farli divertire. Per cui il futuro atteggiamento sarà sempre più di pietismo, ideologico, di fratellanza, che tuttavia rischia di tramutarsi in rapporti sbagliati se un giorno si dovesse incontrare qualche vero selvatico. Per cui stiamo attenti. Il leone se ti avvicina al cento per cento ti divora, e non si fa grattare sulla pancia. L’orsa se gli tocchi o ti avvicini a un piccolo ti fa a pezzi. Un capriolo, se lo pressi da vicino, e non ha via di fuga, ti può anche sbudellare con una testata. Il semplice procione che si dondola sulla tua altalena, se gli togli il cibo, ti morde facendoti tanto male. E tutto questo concorre ancor di più a diseducare e portare le persone a vedere gli animalisti come eroi che salvano gli animali dall’uomo cattivo. Cacciatore in primis. Non cadiamo nella banalità e la sottocultura in cui lor signori ci stanno portando. La verità è ben altra sugli animali. Selvatici e diffidenti nei confronti dell’uomo questa è la loro vera Natura da conservare.