Pur essendo già nota la tipologia di questo particolare caricamento anti-drone, ossia una sorta di sabot metallico con all’interno pallini sferici, è la prima volta che viene utilizzate per le munizione 12,7×99 (o .50 Bmg).
Abbiamo visto nel recente passato munizioni simili per le armi leggere calibro 5,45×39, da parte di russi e ucraini per il contrasto agli Fpv (First person view: come vengono definiti i piccoli droni killer) attraverso i loro assault rifle e sono anche state sperimentate per il calibro 5,56×45.
Il design del proiettile in questa nuova munizione calibro 12,7×99, presenta un baricentro spostato e una mantellatura modificata, che gli fa perdere la stabilizzazione giroscopica dopo 10-15 metri di volo, creando un ampio cono di “pallettoni” che compensa la piccola sagoma e la velocità del drone: la distanza massima indicata è di circa 400-500 metri.
Nella dimostrazione a fuoco svoltasi nel novembre dello scorso anno, la Mke ha mostrato il suo sistema anti drone “Tolga” integrato su diverse piattaforme cinetiche: Fn M-2 Browning Hmg, Gatling a 3 canne rotanti sempre in 12,7×99 (entrambe costruite dalla Mke) e cannone automatico Enderus T-20 calibro 20×102, tutte di produzione nazionale.
Il sistema anti drone Tolga è dotato di una centrale di comando-controllo fornita di radar, sistema optronico sia di ricerca sia designazione e come elemento soft kill, un jammer elettronico: a questa unità poi, è possibile integrare le diverse unità cinetiche viste sopra, sino a un cannone automatico da 35 millimetri. In pratica, la versione con Hmg Browning M-2 e munizioni “spezzate”, chiude il gap delle corte distanze e come ultima risorsa, comunque, integrabile singolarmente anche su veicoli leggeri.





