di Massimo Vallini - 01 gennaio 2019

Sicurezza nel 2019: Mattarella e Salvini

I discorsi di fine d'anno del presidente della Repubblica e del ministro dell'Interno. Mattarella parla di convivenza alla base della sicurezza, Salvini parla di risultati ottenuti attraverso il controllo dell'immigrazione. E di denari alle forze dell'ordine. L'approvazione della legittima difesa è il prossimo passo...

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso del suo quarto intervento di fine anno davanti alla Nazione, ha parlato del bisogno di comunità dell'Italia e poi subito di sicurezza: «Certo, la sicurezza è condizione di un’esistenza serena. Ma la sicurezza parte da qui: da un ambiente in cui tutti si sentano rispettati e rispettino le regole del vivere comune. La domanda di sicurezza è particolarmente forte in alcune aree del Paese, dove la prepotenza delle mafie si fa sentire più pesantemente. E in molte periferie urbane dove il degrado favorisce il diffondersi della criminalità. Non sono ammissibili zone franche dove la legge non è osservata e si ha talvolta l’impressione di istituzioni inadeguate, con cittadini che si sentono soli e indifesi. La vera sicurezza si realizza, con efficacia, preservando e garantendo i valori positivi della convivenza. Sicurezza è anche lavoro, istruzione, più equa distribuzione delle opportunità per i giovani, attenzione per gli anziani, serenità per i pensionati dopo una vita di lavoro: tutto questo si realizza più facilmente superando i conflitti e sostenendosi l’un l’altro».
Gli ha risposto il vicepremier e ministro dell’interno, Matteo Salvini in diretta Facebook: «Sono contento che il presidente Mattarella abbia cominciato il suo discorso parlando di sicurezza: ci prendevano in giro, ci snobbavano, dicevano che la sicurezza interessa solo alla Lega, solo a Salvini, abbiamo dimostrato che volere è potere, si chiude l’anno con centomila sbarchi in meno quindi migliaia di problemi in meno per i cittadini italiani, tantissime vite salvate. Sicuramente c’è qualcuno arrabbiato perché abbiamo tagliato un business, una porcheria, un “magna-magna” di miliardi di euro, di gente che si fingeva solidale, accogliente, generosa, poi prendeva milioni di euro di denaro pubblico e se li intascava. In soli sei mesi l’Italia ha riconquistato i suoi confini, la sua sicurezza. I pochi che scappano davvero dalla guerra hanno nell’Italia il loro futuro, tutti gli altri evitano di partire e spenderemo là meno soldi rispetto a quello che ci costava qua mantenere un esercito che poi spesso si trasformava in spacciatori, scippatori, stupratori, rapinatori. Limitare gli accessi riporta un po’ di ordine, un po’ di serenità, sicurezza e tranquillità che è la base di tutto».
Nei giorni scorsi, intervistato da Marco Cremonesi sul Corriere della Sera, Salvini aveva anche dettato l’agenda del governo su questo e altri temi. Primo dossier sul suo tavolo con l’anno nuovo? «La legittima difesa». E, poi, «stiamo mettendo mano anche alla riforma della giustizia: sono decenni che se ne discute. La differenza positiva è che oggi sulla questione c’è meno ideologia. Non siamo più ai tempi di Berlusconi, non c’è più il muro contro muro».
Nel discorso di fine d’anno Salvini è tornato sulla legittima difesa: «È stata esaminata in commissione e arriva in parlamento all’inizio dell’anno. Non per essere più cattivi, no: “pace e bene”, pace e bene agli uomini e alle donne di buona volontà, basta che non entrino in casa mia. La proprietà privata è sacra: dove vive la famiglia, dove vivono i figli, dove si lavora è un posto sacro e chi si difende ha diritto di poterlo e doverlo fare senza poi stare per tribunali o avvocati per due, tre o quattro anni. La legittima difesa: perché tra le guardie e i ladri, noi stiamo con le guardie e abbiamo messo in manovra 400 milioni d'euro per assumere ottomila poliziotti, carabinieri, uomini della finanza, della polizia penitenziaria e dei vigili del fuoco. Quando il presidente della Repubblica parla di sicurezza e fa l’elogio ai carabinieri e alle forze dell’ordine, noi oltre ai complimenti gli mettiamo i soldi ovviamente, perché la pacca sulla spalla al vigile del fuoco, al carabiniere non basta: assunzioni, straordinari, pagamento degli arretrati, mezzi, caserme rinnovate… Si fa in soli pochi mesi, ringrazio i membri di questo governo perché stiamo mantenendo fede agli impegni presi».

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