Ringraziare Monti?

I tagli della cosiddetta “spending review” del governo Monti, che ha soppresso tutti gli organi consultivi, hanno eliminato anche la Commissione consultiva centrale per il controllo sulle armi, istituita dall’articolo 6 della legge 110 del 1975. Sì, proprio la “famigerata” Commissione, che ha dispensato negli anni i propri pareri (spesso discutibili) sulle “catalogazioni” e su questioni, sia tecniche sia giuridiche, relative alle armi e agli esplosivi.

 

Lo scorso 3 settembre 2012 si è riunita, per l’ultima volta, la Commissione consultiva centrale per il controllo sulle armi, istituita dall’articolo 6 della legge 110 del 1975. La “famigerata” Commissione, che ha dispensato negli anni i propri pareri (spesso discutibili, in particolare dal 2004) sulle “catalogazioni” e su questioni, sia tecniche sia giuridiche, relative alle armi e agli esplosivi, è stata cancellata dai tagli della cosiddetta “spending review” del governo Monti, che ha soppresso tutti gli organi consultivi.

La legge 7 agosto 2012, numero 135 (conversione del decreto 6 luglio numero 95), appunto, all’articolo 12, comma 20 (Gazzetta Ufficiale numero 189 del 14 agosto 2012), recita:

“A decorrere dalla data di scadenza degli organismi collegiali operanti presso le pubbliche amministrazioni, in regime di proroga ai sensi dell'articolo 68, comma 2, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, le attività svolte dagli organismi stessi sono definitivamente trasferite ai competenti uffici delle amministrazioni nell'ambito delle quali operano. (Restano fermi, senza oneri per la finanza pubblica, gli osservatori nazionali di cui all'articolo 11 della legge 7 dicembre 2000, n. 383, e all'articolo 12 della legge 11 agosto 1991, n. 266, l'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza di cui all'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 103, nonché il Comitato nazionale di parità e la Rete nazionale delle consigliere e dei consiglieri di parità di cui, rispettivamente, all'articolo 8 ed all'articolo 19 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, ai componenti dei suddetti organismi collegiali non spetta alcun emolumento o indennità.)”.

Pierluigi Borgioni, per anni alla Divisione armi del ministero e al catalogo, ha dichiarato nel suo sito di Long range Italia: “Certamente non molti rimpiangeranno l’operato di questo alto consesso, che negli anni ha spesso assunto decisioni alquanto discutibili, evidenziando anche poca coerenza. Ora, tuttavia, non ci sarà più nessuno che nelle stanze del Ministero abbia una pur minima conoscenza di come è fatta e come funziona un’arma da fuoco, e questo non so se potrà essere un bene per il settore. Nella Commissione, infatti, sedevano illustri esponenti del mondo armiero, la cui competenza tecnica non può essere minimamente messa in discussione, e ai quali voglio esprimere il mio personale ringraziamento per i tanti anni passati insieme e le tante nozioni che da loro ho avuto modo di apprendere. Le strane decisioni qualche volta assunte erano frutto di complessi compromessi o imposte dall’alto, ma l’apporto della Commissione ha portato anche alla pubblicazione di circolari ministeriali di grande rilievo, quale, ad esempio, quella che, nel 1998, riconobbe alla licenza di porto di fucile uso tiro a volo, piena valenza come titolo di acquisto e trasporto per tutte le armi, e non solo per quelle a canna liscia, come indicato nella legge del 1969 con cui la licenza era stata introdotta, per non parlare di tutti quei casi in cui fu l’intervento della Cccca a scongiurare l’adozione di provvedimenti eccessivamente restrittivi e dannosi per l’intero settore. Che nessuno di noi la rimpiangerà è certo, ma che si sia lasciato un vuoto difficile da colmare è un dato di fatto”.

Anche qualche produttore, come Pierangelo Pedersoli, si è detto preoccupato del futuro e del passaggio di molte competenze direttamente al ministero. Ricordiamo che l’ultima commissione era formata da questi esperti di nomina ministeriale e delle roganizzazioni di categoria:

Presidente: Mario Licciardello

In rappresentanza del ministero dell’Interno: Paola Mureddu (supplente Domenico Parisi) e Maria Paravati (Mario Gagliardi);

In rappresentanza del ministero della Difesa: Benigno Riso (Andrea Candian); per l’arma dei carabinieri Donato D’Orsi (Claudio Ferraro);

In rappresentanza del ministero per lo Sviluppo economico: Antonio Girlando (Sveva Raimonda Tecca), Pietro Maria Paolucci (Marzia Conti);

Anpam: Marco Vignaroli (Benelli) (Mauro Silvis), Bortolo Tanfoglio (Alessandro Tamburini);

Confcommercio: Edgardo Fegro (Massimo Moroni Frinchillucci);

Consorzio armaioli italiani: Pierangelo Pedersoli (Luca Rizzini);

In rappresentanza del ministero dell’Economia e delle finanze: per l’agenzia delle dogane Stefano Solitano (Giuliano Della Penna), per la guardia di finanza Alfonso Amaturo (Gianfranco Parisi);

In qualità di esperti: Federico Boffi (Giuseppe Galletta), Manlio Averna (Alberto Bassano), Riccardo Mariani (Emilio Galeazzi);

In qualità di esperto in armi antiche, artistiche, rare e d’importanza storica: Glauco Angeletti (Rosaria Valazzi).