Meno furti nei musei, ma più armi trafugate

Buone notizie per il nostro patrimonio storico, artistico e archeologico: secondo i dati diffusi dal comando tutela patrimonio culturale dei carabinieri, infatti, nel primo semestre del 2009 i casi di furto e di saccheggio nel nostro Paese si sono più che dimezzati rispetto all’analogo periodo dello scorso anno. In cifre, 12.716 reperti trafugati nel 2008 in musei, chiese e case private, calati a 6.002 (-52,8%) nella prima metà di quest’anno. «I recuperi», ha dichia… Buone notizie per il nostro patrimonio storico, artistico e archeologico: secondo i dati diffusi dal comando tutela patrimonio culturale dei carabinieri, infatti, nel primo semestre del 2009 i casi di furto e di saccheggio nel nostro Paese si sono più che dimezzati rispetto all’analogo periodo dello scorso anno. In cifre, 12.716 reperti trafugati nel 2008 in musei, chiese e case private, calati a 6.002 (-52,8%) nella prima metà di quest’anno. «I recuperi», ha dichiarato il tenente colonnello Raffaele Mancino, comandante del reparto operativo del Comando tutela patrimonio culturale, «hanno riguardato reperti di valore non solo commerciale ma anche di grande interesse storico e artistico in tutte le aree di competenza, che variano dai reperti archeologici, all’antiquariato fino all’arte contemporanea». In calo soprattutto i furti di oggetti di vasellame (-68,8%) oreficeria (-63,7%), sculture (-59,3%), monete antiche (-45,9%), opere di ebanisteria (-44,7%). In controtendenza, invece, i furti di armi artistiche (da 8 a 31), reperti archeologici (da 4 a 44 casi), lieve aumento per quanto riguarda i furti di oggetti d’arte nelle chiese italiane (1.071 casi nel primo semestre del 2008, 1.097 quest’anno). Gli investigatori dell’Arma specializzati nella tutela del patrimonio artistico e culturale italiano hanno registrato un calo generalizzato dei furti in tutti i luoghi che solitamente finiscono nel mirino dei ladri d’arte: musei (undici casi tra gennaio e giugno 2008, otto episodi nel primo semestre di quest’anno), enti pubblici e privati (da 62 furti a 31), chiese (da 268 a 212, -20,9%), case private (da 624 a 463, -25,8%). Le cifre riguardanti l’attività operativa fanno registrare, nella prima parte dell’anno, un aumento per quanto concerne il recupero di beni di antiquariato, archivistici e librari (da 3.955 del 2008 a 7.088 nel primo semestre 2009), il sequestro di opere false (da 616 a 760), il recupero di reperti archeologici (da 26.725 a 36.035) e paleontologici (da 238 a 7.747). L’intento, ha spiegato il tenente colonnello Mancino, è stato quello di «assicurare un impegno maggiore in termini di presenza sul territorio. Un aspetto, questo, che ci ha consentito di dare un deciso freno al fenomeno degli scavi clandestini». Insomma, vita un po’ più difficile per i ‘tombaroli’, in considerazione anche del fatto che i controlli alle aree archeologiche sono cresciuti di numero (da 278 a 344). Di conseguenza, netto calo nel numero dei nuovi scavi clandestini individuati sul territorio (cinque nel semestre, contro i 30 della prima metà del 2008). Da registrare, nel primo semestre dell’anno, un aumento dei controlli presso aree sottoposte a vincoli paesaggistici (da 59 a 305) e negozi di antiquariato e privati (da 673 a 1.028). In calo invece le verifiche di sicurezza a musei, biblioteche e archivi (da 374 a 260), mentre i dati operativi fanno segnare un incremento delle verifiche a mercati e fiere di antiquariato (da 95 a 217). I carabinieri dell’arte hanno quindi alzato il tiro sul fenomeno della criminalità “culturale”, come dimostrano anche i dati sulle persone denunciate per reati connessi al patrimonio storico e archeologico (490 nel primo semestre del 2008, 642 nella prima parte del 2009) e l’aumento degli arresti, più che raddoppiati anch’essi (da 11 a 26) nell’arco di un anno. Di rilievo lo spazio di approfondimento diffuso on-line dai carabinieri sul sito www.carabinieri.it, con una sezione specifica dedicata ai reperti trafugati dai musei dell’Iraq. Nel frattempo, prosegue con successo la strategia che punta a ottenere la restituzione all’Italia di opere conservate nei musei di tutto il mondo, in cambio di “prestiti” dei beni alle aree espositive in occasione di mostre ed eventi di rilevanza particolare. Tra le opere di particolare rilevanza recuperate dai militari dell’Arma negli ultimi mesi, affreschi pompeiani, urne cinerarie d’epoca imperiale, corredi funerari del neolitico, bronzetti nuragici e anche quadri d’arte moderna e contemporanea, come un olio su tela “cavalli attici in riva al mare” di De Chirico rubato in un’abitazione privata nel 1997 e recuperato a Napoli l’8 aprile scorso, una natura morta di Giorgio Morandi rubata a Milano nel 1972 e ritrovata dagli “007 dell’arte” in un mercato antiquario in Olanda e un dipinto del XVI secolo, “Santa Caterina d’Alessandria” trafugato dalle truppe naziste nel 1944 ai danni della collezione Matilde Loeser Calnan e recuperato presso una casa d’aste di Milano il 17 febbraio scorso.