Malan precisa la sua posizione

Il senatore Malan ha rilasciato un’intervista all’Agenzia parlamentare per l’informazione politica ed economica, nella quale chiarisce il proprio punto di vista sul famigerato decreto. Ecco il testo integrale

 

Il senatore Malan ha rilasciato un’intervista all’Agenzia parlamentare per l’informazione politica ed economica, nella quale chiarisce il proprio punto di vista sul famigerato decreto. Ecco il testo integrale:

 

La I Commissione affari Costituzionali del Senato ha ripreso, in data 10 luglio, l'esame del disegno di legge n° 3365. La senatrice Adamo ha ritirato i suoi emendamenti e Pdl e Lega si sono uniti per dare voce alle proteste di appassionati e sportivi che lamentavano un testo scritto con scarsa competenza e, soprattutto, perfettamente inutile ai fini della sicurezza pubblica.

“Bloccata la Adamo” era il titolo che ieri campeggiava nella home page del sito “Armi e Tiro”, eppure ancora non basta: piovono polemiche e articoli. Il testo, avvertono gli esperti e le associazioni, presenta ancora molte insidie e pericolose imbiguità.

In un'intervista per Agenparl, il senatore Lucio Malan (Pdl) parla dell'emendamento 1.6, diretto a sopprimere il criterio di “somiglianza”, e spiega perché l'intero decreto andrebbe rivisto senza ingerenze di lobby e “poteri forti”, nell'interesse dell'utenza.

Sopprimere il criterio di somiglianzacosa significa?

Si tratta di un criterio per definizione soggettivo, che darebbe luogo a contenziosi e a una arbitrarietà estremamente incresciosa da parte di chi giudica che un'arma è somigliante o no. Perché per me che non me ne intendo, potrebbe assomigliare a un'arma da guerra o a una scopa, ma agli occhi di chi se ne intende potrebbe essere diverso. E dare un margine di arbitrarietà tanto ampio mi sembra contrario ai principi della legge.

Il decreto legge reintroduce di fatto il catalogo armi?

Evidentemente a qualcuno non è piaciuta la soppressione del catalogo armi, che pure è una cosa che abbiamo solo in Italia. Nell'unione Europea non mi risulta che esista.

Qualcuno chi?

Qualcuno in grado di ottenere di inserire un articolo in un decreto legge che tra l'altro parla di un altro argomento. Qualcuno di potente, evidentemente.

Viene reintrodotta anche la Commissione consultiva centrale per il controllo delle armi?

La Commissione non esisteva più per volere del Parlamento e sarebbe anche una elementare norma di rispetto non presentare, sia pure sotto mentite spoglie, proposte contrarie a una volontà chiaramente espressa dal Parlamento.

Chi fa parte dell'organico di questa commissione?

Non ne ho la minima idea. Ho sentito dire che potrebbero esserci conflitti di interesse, ma io non ne ho la minima idea. Sarebbe elementare dovere di trasparenza, ma francamente non lo so.

Con quale criterio è stato scritto questo decreto legge?

Mi sembra che dietro le intenzioni di tutelare la sicurezza, sicuramente alla base della proposta, ci sia però un trattamento indifferenziato per tutti. E in questo caso bisogna fare la massima attenzione: bisogna essere accorti nel dare il porto d'armi, ma immaginare che le armi non circolino più è fuori dalla realtà. Perché non è che si parla di armi e quindi di criminalità o criminalità organizzata.

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