Lo statuto e il nodo (ormai stretto) del bilancio

L'ingiustificato prolungarsi del commissariamento ha portato alla sollevazione dei presidenti di Tsn, ma anche l’ennesimo progetto di revisione dello statuto, senza il coinvolgimento dell’assemblea, ha creato tensioni. E poi c'è anche la questione bilancio a diventare pressante

Sul progetto di nuovo statuto per l’Unione italiana Tiro a segno, che, prevedibilmente, avrebbe ricadute anche sulle sezioni Tsn, continua il faccia a faccia tra il commissario straordinario dell’Unione, commissariata ormai da anni, e la maggioranza dei presidenti dei Tsn. L’ultimo capitolo della saga è il comunicato pubblicato ieri sul sito dell’Uits, nel quale il commissario, Igino Rugiero, ha replicato alle richieste dei presidenti di indire le elezioni per il nuovo presidente e il nuovo consiglio direttivo, ribadendo che saranno indette soltanto dopo l’approvazione del nuovo statuto. Il quale, tuttavia, è al momento al vaglio dei ministeri vigilanti, ma non sembra essere previsto che sia sottoposto al vaglio dell’assemblea, come peraltro prescrive l’articolo 75 dello statuto Uits attualmente vigente. In realtà, non è una situazione inedita: in altre parole, non è quello predisposto dal commissario Rugiero il primo statuto dell’Uits a essere “imposto” dall’alto senza il coinvolgimento dell’assemblea, visto che ciò si è verificato anche con quello attualmente in vigore, che è stato approvato nel 2018 quando era in carica il precedente commissario straordinario, Francesco Soro.

Perché, dunque, i presidenti di sezione in questa specifica circostanza si ribellano? La motivazione che ci è stata riferita è che mentre nelle precedenti occasioni le variazioni allo statuto, oltre a essere state determinate da adeguamenti normativi, riguardavano aspetti prettamente tecnici (come la revisione della procedura per adire la giustizia sportiva), in questo caso la bozza predisposta conterrebbe (il condizionale è d’obbligo visto che al momento il testo non è stato condiviso con i presidenti di sezione) anche modifiche di tipo squisitamente politico, non rispondenti alla necessità di rispettare precetti normativi e capaci, invece, di impattare in modo sensibile sul funzionamento stesso dell’ente. Al di là di questi aspetti, è chiaro che il protrarsi ormai pluriennale di una situazione di commissariamento dell’ente risulta sempre più anomala man mano che il tempo passa, se si considera che il commissariamento stesso dell’Uits era stato determinato dall’invalidità delle elezioni presidenziali che avevano visto l’approvazione di un ulteriore mandato per il presidente uscente, Ernfried Obrist, oltre il numero massimo di mandati consecutivi che fossero consentiti. Il commissariamento avrebbe, quindi, avuto semplicemente lo scopo di traghettare l’Uits verso le nuove elezioni, laddove, invece, in questi anni si sono registrate non solo modifiche “unilaterali” allo statuto, ma anche iniziative politiche (e dai risultati alquanto stravaganti) come il nuovo regolamento per la definizione dei criteri per la classificazione al Banco di prova delle armi sportive. E così via.

Per l’inizio dell’autunno, il nodo che si avvicina, e si stringe sempre di più, è anche quello dell’approvazione del bilancio, altra incombenza che spetterebbe di diritto all’assemblea: i decreti Covid hanno prorogato il termine per l’approvazione al 31 ottobre, ma per il momento tutto tace.

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