15 February 2016

La Hit e le baruffe vicentine

Hit di Vicenza fa il pienone di pubblico, ma alla diocesi, ad alcune associazioni, alla rete disarmo, ai grillini e ai loro megafoni (per ultimo in ordine di tempo, Famiglia cristiana) non piace. Davanti alla fiera di Vicenza i soliti (trenta) contestatori di 100% animalisti che vorrebbero morti i cacciatori...
La Hit e le baruffe vicentine

La hit e le baruffe vicentine

Hit di Vicenza fa il pienone di pubblico, ma alla diocesi, ad alcune associazioni, alla rete disarmo, ai grillini e ai loro megafoni (per ultimo in ordine di tempo, Famiglia cristiana) non piace. Davanti alla fiera di Vicenza i soliti (trenta) contestatori di 100% animalisti che vorrebbero morti i cacciatori "hanno coperto di cori i beoti che entravano o uscivano dai padiglioni". L'immagine qui sopra è tratta dal sito di 100% animalisti, ritrae un Vespasiano a rappresentare la fiera ed è accompagnata dall'incitamento, in questo caso sì, alla violenza nei confronti dei cacciatori. 
L'attacco ideologico a una mostra che rappresenta sane passioni degli italiani e una voce attiva della bilancia commerciale del Paese è stato sferrato inizialmente dalla commissione diocesana per la pastorale sociale e da alcune associazioni vicentine (Azione Cattolica, Cgil, Legambiente, Vicenza Capoluogo e altri). "Verranno esposte, in quella sede, diverse tipologie di armi da fuoco, da quelle indirizzate alle forze dell’ordine, a quelle di difesa personale. Assieme ci saranno anche quelle ad uso sportivo e venatorio. Il tutto alla portata dei minori che le potranno visionare ma soprattutto prenderle in mano", ha commentato Giancarlo Albera, della commissione diocesana. "Auspichiamo diventi, invece, un’occasione di riflessione magari per promuovere un codice di autoregolamentazione e, soprattutto, un regolamento di responsabilità sociale, volto alla salvaguardia dei minori". 
Sui minori e il modello di educazione (alla violenza) delle armi, in città si è aperto un dibattito a senso unico che non ha particolarmente interessato i cittadini, se non qualche quotidiano a caccia di polemiche. Naturalmente senza alcun contatto con la realtà vera delle armi esposte in fiera e destinate alla pratica di attività del tutto lecite, che coinvolgono milioni di italiani, danno lustro al Paese nelle competizioni internazionali, rappresentano oltre mezzo punto di Pil per l'economia italiana, cioè circa 7,9 miliardi di euro di giro d'affari, con 94 mila occupati e 2.200 aziende. Sarebbe meglio ricordare, a quanti si sono permessi di giudicare senza sapere, che gli sport del tiro vengono praticati anche a livello juniores, cioè anche dai giovani di 16 anni e il tiro con aria compressa può essere esercitato nelle sezioni del Tsn a partire dai 10 anni di età. Gli sport del tiro coniugano virtù altissime come l’impegno e l’abnegazione alla conoscenza e al rispetto di uno strumento potenzialmente pericoloso come una macchina, una moto, un arco, un giavellotto o mille altri strumenti sportivi. Senza contare che i cittadini che utilizzano armi hanno una patente di onorabilità e affidabilità che è il Porto d'armi che viene loro rilasciato dopo una serie di controlli che non ha corrispettivo e che investono la fedina penale, la salute fisica e mentale, la verifica di non abusare di alcol e droghe, nonché la capacità tecnica di usare le armi. Inspiegabile anche l'accanimento nei confronti di quella piccola parte di armi per difesa personale esposte in fiera. Anche in questo caso si tratta di armi che possono detenere soltanto gli abilitati da una licenza di polizia, siano essi cittadini o guardie giurate. E la difesa personale non si può criticare a priori, tutelando il diritto alla vita che è innalzato alla massima protezione in ogni ordinamento. Prima di parlare di "educazione alla violenza", bisognerebbe dunque che si capisse quello di cui si sta parlando. 
Le polemiche hanno coinvolto anche il comune di Vicenza detiene il 33% di Fiera di Vicenza spa. L'assessore alla comunità e alle famiglie Isabella Sala ha replicato purtroppo così all'interrogazione dei grillini, che hanno chiesto al comune di dissociarsi dall'evento: "In seguito al confronto avuto durante l'anno con le associazioni impegnate sui temi della pace e del disarmo, l'amministrazione promuoverà un codice di responsabilità sociale per l'edizione 2017 di Hit, con il coinvolgimento delle associazioni impegnate nel tema del controllo delle armi. In primavera organizzeremo un incontro di approfondimento per portare all'attenzione del pubblico dati e aspetti che riguardano produzione e diffusione delle armi. Quanto ai minori, apprezzando il regolamento della Fiera che vieta a questi di maneggiare le armi, riteniamo che sia possibile ragionare ulteriormente sul codice di responsabilità sociale. Su questo tema ci confronteremo a breve con la Fiera".  
L'organizzazione di Fiera di Vicenza ha risposto alle polemiche senza troppa convinzione, anche se Matteo Marzotto, il presidente, è parso coglierle - a giusta ragione - come un rumore di fondo per certi versi inevitabile.  

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