di Claudio Bigatti - 02 aprile 2019

È della B&T la nuova Smg dell’Us army

A meno di un anno dalla richiesta ufficiale di una Scw – Sub compact weapon in 9x19, l’Us army ha fatto la sua scelta

La Scw, o meglio il programma che ha portato alla richiesta di una pistola mitragliatrice ultra compatta per l’Us army, nasce da necessità delle unità Psd –Personal security detail della Military police. Queste unità infatti, sono destinate a proteggere autorità e generali di livello superiore in teatri operativi o in visita in nazioni ad alto rischio: queste persone vengono definite Hrp - High risk personnel e il Segretario dell’esercito o il Capo di Stato maggiore, possono decretare la necessità di scorta ravvicinata per queste missioni. La necessità sottolineata dall’incarico era di avere una arma più efficace di una pistola ma nello stesso tempo, più compatta e occultabile di un fucile d’assalto, capace di ingaggiare ed eliminare a breve distanza le minacce minimizzando il rischio di vittime collaterali.
Nell’estate del 2018 l’Us army selezionò sei aziende che sottoposero 15 armi ciascuna e il 29 marzo scorso, ecco l’annuncio: la vincitrice è la Apc9K della B&T.
La B&T Apc9K che prendiamo a paragone e che dovrebbe essere molto simile alla versione Scw proposta, funziona con chiusura a massa e inizio del ciclo di sparo a otturatore chiuso, adotta canna lunga 110 millimetri (4,3 pollici) e misura 522 millimetri con calciolo esteso per un peso di 2.600 grammi; la cadenza di tiro è di 1.080 colpi/minuto.
La fornitura iniziale è di 350 armi per un costo di circa due milioni e mezzo di dollari con l’opzione però, di estendere eventualmente l’ordine sino a un massimo di 1.000 armi. Per quanto di dimensioni non esagerate, questo è il secondo programma dell’Us army in merito agli armamenti leggeri che va felicemente e celermente in porto: il precedente fu l’Mhs, con la nuova pistola Sig Sauer P320 M17/M18.

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