Bul M5 Commander calibro .40 S.&W.

Vai alla galleria delle fotoL’introduzione dei polimeri ha rappresentato, anche per il mito Government, una possibilità di rinnovamento decisamente radicale: il robusto contenimento ponderale ha consentito di aumentare la capacità di fuoco mantenendo i pesi entro limiti credibili per il porto occulto, “traghettando” così l’immortale progetto di John Moses Browning nel XXI secolo. In quest’ottica, l’israeliana Bul M-5 Commander rappresenta una d… [

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] L’introduzione dei polimeri ha rappresentato, anche per il mito Government, una possibilità di rinnovamento decisamente radicale: il robusto contenimento ponderale ha consentito di aumentare la capacità di fuoco mantenendo i pesi entro limiti credibili per il porto occulto, “traghettando” così l’immortale progetto di John Moses Browning nel XXI secolo. In quest’ottica, l’israeliana Bul M-5 Commander rappresenta una delle più avanzate interpretazioni della 1911 e, grazie all’apporto dato da campioni del Tiro dinamico e membri dei corpi speciali israeliani vanta caratteristiche decisamente elitarie. La Bul M-5 Commander è una pistola semiautomatica con chiusura geometrica a corto rinculo di canna sistema Colt-Browning, scatto in sola Singola azione e caricatore bifilare con presentazione singola della cartuccia. La capacità dichiarata del caricatore è di 17 colpi, anche se per l’inserimento dell’ultima cartuccia abbiamo dovuto esercitare uno sforzo eccessivo. Il fusto è costituito da un’anima in acciaio, supportante le guide di scorrimento del carrello e i componenti principali, accoppiato a un’impugnatura in polimeri. La struttura metallica portante è realizzata con la tecnica Mim (Metal injection moulding), una sorta di iniezione a caldo con la quale si perviene al pezzo finito senza ulteriori lavorazioni. Questo procedimento ha il vantaggio di consentire la realizzazione di componenti di esiguo spessore (anche 0,5 mm), così come fori molto piccoli, fino a 0,5 mm di diametro. Nella stessa fusione si possono eseguire direttamente filettature, fori, zigrinature, perni, scritte, marchi eccetera. Le proprietà metallurgiche del pezzo finito sono superiori a quelle ottenibili con la microfusione e simili a quelle risultanti da una forgiatura tradizionale. La chiusura è demandata all’interazione tra i risalti semilunari presenti sulla canna, poco oltre la camera di scoppio, e le relative sedi ricavate nel cielo del carrello. La canna reca un’appendice sottostante integrale, alla quale è imperniata la bielletta di derivazione Government. Allo sparo, essendo fulcrata inferiormente all’hold open, la bielletta ruota e determina l’abbassamento della culatta e lo svincolo del carrello dalla canna. La canna si arresta, allora, contro il fusto, mentre il carrello termina la propria corsa retrograda, estraendo il bossolo spento ed espellendolo. La distensione della molla di recupero rimanda in battuta il carrello, che così preleva una nuova cartuccia dal caricatore, la camera e ripristina la chiusura, sospingendo la canna in posizione avanzata. Il guidamolla è a tutta lunghezza. Per il centraggio di precisione con il carrello, la canna è fornita di un manicotto solidale, dal profilo conico. Ecco perché, durante lo smontaggio, essa va sfilata dal carrello dal lato della volata. All’uopo, il carrello ha un’ampia apertura anteriore. Il tubetto di tenuta della molla di recupero alloggia in un apposito recesso, ricavato nell’estremità inferiore del carrello. Per lo smontaggio, è necessario arretrare l’otturatore fino a scoprire il foro trasversale presente sull’asta guidamolla. Inserita all’interno del foro una piccola spina e rilasciando il carrello, il tubetto resta bloccato in posizione arretrata. A questo punto, è possibile sfilare la leva dell’hold open, sfilando il carrello in avanti. Il gruppo asta-molla-tubetto può essere, quindi, sfilato dal lato della culatta. La canna può essere estratta attraverso l’apertura anteriore del carrello. La rampa di alimentazione è assente: la cameratura è agevolata dalla svasatura del bordo inferiore della camera di scoppio, alla quale corrisponde una seconda svasatura sul fusto. Il carrello ha alette inclinate di presa doppie, ben distanziate, grippanti ma non taglienti. Il cane è alleggerito, al fine di diminuire i tempi di percussione. Anche il grilletto rigato, in fibra, è scaricato da due ampie finestre. Le sicure riprendono integralmente lo schema della mitica Government. Manca, quindi, l’utile blocco automatico al percussore. La sicura manuale tipo Colt, ubicata sul solo lato sinistro del fusto, si avvale di una leva maggiorata, rigata longitudinalmente. Il cane è provvisto di tacca di mezza monta. La sicura automatica all’impugnatura, in acciaio inox, fa corpo unico con l’elsa maggiorata, dalle linee sinuose. Da segnalare la cura delle finiture e la precisione degli accoppiamenti. Non ci convince, invece, il rilevante spessore dei pad dei caricatori, che rendono un tantino problematico il porto occulto. Sia la tacca di mira sia il mirino sono inseriti in incastri a coda di rondine. Risultano, pertanto, sostituibili o regolabili in derivazione. È assente qualsiasi riferimento colorato per l’acquisizione rapida in condizioni sfavorevoli di illuminazione. In compenso, è presente un’efficace rigatura posteriore antiriflesso. Il profilo della tacca, tipo Novak, non intralcia il porto occulto e l’estrazione. L’assenza di spigoli vivi e bordi taglienti scongiura il rischio del ferimento del tiratore, scarrellando con veemenza con il palmo della mano. La finitura opaca della superficie superiore del carrello previene i riflessi indesiderati. Le mire non sono particolarmente rilevate, come è giusto che sia per un’arma per difesa. Nel corso delle prove pratiche sono, comunque, risultate funzionali, sia nel tiro lento mirato sia nel tiro rapido. Pulito e fin troppo leggero, per un’arma per difesa, lo scatto in sola Singola azione ha precorsa corta e fluida. L’ingaggio del secondo tempo è chiaramente percettibile, anche sparando in velocità. Il secondo tempo è netto e leggero. Il collasso di retroscatto è inavvertibile. Per il nostro test abbiamo impiegato cartucce commerciali Fiocchi con palla in lega teflonata troncoconica di 180 grs e due ricariche. Queste sono state assemblate con bossoli Fiocchi, inneschi Cci small pistol, polvere Sipe N, palle Fiocchi troncoconiche blindate di 170 grs e palle Action Bullets troncoconiche in lega di 180 grs. Con le Fiocchi blindate troncoconiche di 170 grs abbiamo caricato una dose massima di 6,4 grs di Sipe N, mentre dietro le palle Action bullets Fpbb di 180 grs è stata caricata una dose di 4,6 grs della medesima polvere. Nell’assemblare le ricariche, abbiamo rispettato l’altezza massima di caricamento prevista per la cartuccia .40 S.&W., pari a 28,8 mm. Comunque, essendo la struttura dell’arma concepita per la .45 Acp, sarebbe astrattamente possibile portare l’altezza massima delle ricariche fino a circa 32 mm. Questo è consigliabile per chi intenda abbassare il livello pressorio delle proprie ricariche, ferma restando l’incompatibilità tra queste ultime e le normali semiautomatiche .40 S.&W. impiantate su fusto da 9 mm. La Commander ha camerato con facilità tutte le munizioni impiegate, nonostante l’assenza di rodaggio e l’esclusivo utilizzo di palle troncoconiche. Ha anche dimostrato una buona elasticità di funzionamento a prescindere dal livello di caricamento, avendo “digerito” sia le cariche spinte sia quelle tranquille con la palla in lega Action bullets. Dai bossoli di risulta abbiamo rilevato tracce di affumicatura al di sotto della norma. Le impronte di percussione sono state centrate e di buona potenza, le deformazioni anelastiche ci sono parse normali anche quando i bossoli sono stati impiegati per i caricamenti più potenti. Talvolta, però, la regolarità di funzionamento è stata inficiata da un antipatico quanto inspiegabile “grippaggio” del carrello sulle guide, sulle cui cause non siamo riusciti, stante la brevità della prova, a fare piena luce. Le cartucce Fiocchi hanno spinto la palla teflonata di 180 grs a 313 m/sec, erogando un’energia cinetica media di 58 kgm. Le potenti ricariche massime con la palla di 170 grs, hanno superato la soglia dei 60 kgm, nonostante la canna non lunghissima. Per la precisione, hanno erogato 62 kgm, spingendo il proiettile Fiocchi Fmjtc a 332 m/sec. Con all’attivo 41 kgm e una velocità media di 262 m/sec, le ricariche con la palla in lega Action bullets di 180 grs sono risultate poco stressanti sia per l’arma sia per il tiratore, ponendosi quale valida soluzione per l’allenamento generico e il tiro informale. Prove di precisione sono state eseguite alla distanza di 25 metri in tiro lento mirato, con impugnatura a due mani e senza appoggio. Con le ricariche l’arma ha prodotto rosate ottime, grazie alla notevole precisione intrinseca. Il carattere tranquillo è stato determinante, ai fini della precisione, per le ricariche assemblate con la palla in lega Action bullets. Le cartucce Fiocchi hanno fornito buoni raggruppamenti, se si tiene conto delle prestazioni elevate, in termini di velocità ed energia cinetica, raggiunte non con un solido proiettile blindato ma con la palla in lega teflonata. In tema controllabilità, l’apporto dato allo sviluppo dell’M-5 da agonisti smaliziati di Tiro dinamico è inequivocabile. L’arma è gestibile, anche se il peso è contenuto per agevolare il porto prolungato. Sia per l’ergonomia dell’impugnatura sia per la relativa elasticità del fusto in polimeri, il rinculo non è punitivo neanche sparando le cariche più potenti. Il brandeggio è ottimo e l’assetto raccolto facilita il ritorno in punteria. La buona definizione delle mire e la nettezza dello scatto agevolano il piazzamento dei colpi. Le qualità citate permettono al tiratore esperto cadenze brucianti. Il neofita può pervenire a risultati gratificanti senza dover sudare le proverbiali sette camicie. L’accessibilità dei comandi è molto buona, anche se non si hanno mani grandi. Lo sforzo per l’azionamento è normale. Il trigger reach si attesta su valori contenuti per una bifilare con fusto .45. L’elsa maggiorata impedisce che il cane pizzichi il tiratore. Le zigrinature fini, presenti sulla faccia anteriore del fusto e sul dorso, rinsaldano la presa. La grippabilità è buona anche a mani sudate. L’M-5 fu messa a punto per fornire agli utenti più esigenti, per il law enforcement e la difesa personale, una full size con elevato volume di fuoco, controllabile e precisa che fosse, nello stesso tempo, anche leggera, per agevolare il porto prolungato. L’M-5 Commander, con canna e carrello di minore lunghezza, è più indicata per il porto occulto, assicurando ancora il volume di fuoco della sorella maggiore. L’interpretazione dello schema Government in chiave “polimerica”, con elevati contenuti tecnologici, è valida. Le doti di precisione e controllabilità della Commander sono evidenti. I limiti allo sfruttamento pratico sono imposti, secondo noi, dallo scatto in sola Singola azione e dalle dimensioni dell’impugnatura. L’articolo completo, con più foto, lo trovate su Armi e Tiro di settembre 2002 Produttore: Bul Group, 10 Rival street, Tel Aviv 67778, Israele, tel. 00.97.23.63.92.911, fax 00.97.23.68.74.853, www.bultransmark.com, info@bultransmark.com Importatore: Action tactical products srl, via Manzoni 36, 28040 Lesa (No), tel. 03.22.29.29.49, www.tacprod.com, info@tacprod.com Modello: M-5 Commander Tipo: pistola semiautomatica Calibro: .40 Smith & Wesson Impiego specifico: difesa personale Meccanica: chiusura geometrica a corto rinculo di canna sistema Colt-Browning Alimentazione: caricatore bifilare con presentazione singola della cartuccia Numero colpi: 17+1 Scatto: sola Singola azione Percussione: indiretta mediante cane esterno e percussore inerziale Sicura: manuale tipo Colt, con leva maggiorata, ubicata sul lato sinistro del fusto, mezza monta al cane, sicura automatica all’impugnatura Canna: lunga 108 mm (4,250″), rigatura a 6 principi destrorsi Mire: tacca di mira fissa inserita in incastro a coda di rondine, mirino inserito in incastro a coda di rondine Linea di mira: 150 mm Lunghezza totale: 206 mm Spessore: 34 mm (all’impugnatura) Peso: 860 grammi Materiali: fusto composito polimeri-acciaio inox, canna e carrello in acciaio Finitura: nera opaca Numero del Catalogo nazionale: 9.272 (arma comune) Prezzo: 1.276 Euro, Iva inclusa