Il problema Lupo ormai ha messo in crisi quasi tutta l’Europa. Da qui la spinta al suo declassamento da specie “particolarmente protetta” a “protetta”, e le iniziative di gestione prese in Paesi nei quali, rispetto a noi, ce ne sono un numero veramente esiguo di esemplari. E questo malgrado la fandonia propalata dalle nostre armate Brancaleone animaliste nazionali che mettono sempre i cacciatori sotto accusa, ci denunciano in Europa e osannano i Paesi confinanti che, secondo loro, sono sempre più virtuosi di noi. Sempre se si fa quello che sta bene anche a loro… Per esempio la Francia, a fronte di circa 1.200 lupi, li reputa troppi rispetto al territorio e attualmente abbatte, alla faccia delle missive europee, tutto l’incremento annuo, per mantenere una consistenza che si attesterebbe intorno ai 1.000 totali. A ruota la Svizzera, che ha deciso di adottare il modello svedese che ha deciso di ridurre il numero totale da 300, a un massimo di 170 lupi. Alcuni giorni fa il Consiglio Nazionale Svizzero, a maggioranza, ha approvato una mozione del senatore ticinese Fabio Ragazzi che consentirà di abbattere singoli lupi e branchi interi al superamento di una determinata soglia. Che dovrà essere discussa, come numero, insieme a tutti gli altri Cantoni. Dal 2010 al 2025 i circa 10 lupi che erano originariamente presenti, sono arrivati a circa 350 distribuiti in 43 branchi. Naturalmente si dovrà trovare, oltre che ai numeri, anche il sistema, e soprattutto i luoghi in cui intervenire. Il Ministro dell’Ambiente Albert Ròsti specifica che non è un cambio di paradigma, ma non dovrà essere nemmeno un meccanismo con troppi criteri. “Altrimenti renderemmo tutto più difficile, anziché semplificare la regolazione dei lupi”. Quindi si sta lavorando, e prosegue che “Dobbiamo intervenire” definendo questa misura “sensata e proporzionale”. Naturalmente le opposizioni animaliste hanno messo mano a tutto il repertorio di cui conosciamo ogni lamento. “Il bestiame non si protegge con l’abbattimento dei lupi”, ma applicando i soliti sistemi salva capra e cavoli. Ovvero recinti, cani da guardia eccetera. Ricordiamo che solo poche ore fa in Italia, nonostante i recinti elettrificati ben messi, a Cavedago, in località Priori, sono state uccise dai lupi 40 pecore più 5 ferite. Gli “esperti” hanno con mestizia dichiarato che si è trattato di “surplus killing”. Imparate bene questo termine, che potrebbe tornare utile la prossima volta che perdete una quarantina di animali. Tornando alle terre elvetiche, la magistratura non si è fatta intimidire dai vari gruppi animalisti, come il Chwolf, che si era subito presentato a impugnare le decisioni sulla regolazione dei branchi. I giudici tuttavia hanno sonoramente escluso il loro club da qualunque interesse nei confronti del provvedimento. E rimandati a casa. Potremmo dire “come da noi”, invece… Insomma, Paese che vai, meno lupi che trovi.
Svizzera: sul lupo, approccio “drastico”
Il consiglio nazionale elvetico approva un nuovo modello di gestione del lupo, che prevede il contenimento della specie a prescindere dai danni effettivamente causati agli allevatori




