Lupi in discussione a Yellowstone

Uno studio della Utah and Colorado State university ridimensiona in modo drastico l’importanza del lupo nel contenimento dei cervidi nel parco di Yellowstone, evidenziando palesi errori metodologici nelle ricerche precedenti

Tempo fa la Oregon State University gridò al miracolo con uno studio che esaltava la reintroduzione dei lupi nel parco di Yellowstone. Si sosteneva, infatti, che i lupi facessero selezione sui troppi erbivori presenti, favorendo in tal modo lo stato di salute dei pioppi tremuli, molto aumentati nel volume del fogliame. Il ragionamento era semplice. Meno erbivori, meno brucamento, meno attacchi alle chiome basse e alle cortecce, con relativo ritorno in salute dei pioppi.

Ma passato un po’ tempo, su Global Ecology and Conservation è stata proposta una lettera della Utah and Colorado State University che denunciava come i metodi dello studio fossero poco affidabili e fallaci. Aggiungendo che il ritorno in salute dei pioppi era stato ampiamente sopravvalutato. Infatti si partiva dal fatto che il ritorno dei lupi negli anni ’90 aveva parallelamente portato all’aumento delle chiome del 1500%, con un perfetto riequilibrio dell’ecosistema. Ma i critici hanno denunciato appunto che la variabile dell’altezza delle piante veniva gestita e calcolata praticamente inserendola due volte. E quindi in pratica non è avvenuto nessun cambiamento importante se calcolato regolarmente. Sia per l’ingresso dei lupi sia per l’aumento in crescita dei pioppi stessi. Oltretutto nel calcolo sarebbero entrati anche alberi di specie diverse confondendo risultati e stime date per certe. Non solo, ma anche l’impatto della caccia sarebbe stato eluso: la selezione “umana”, infatti, ha prelevato tanti erbivori quanto i lupi. Per cui si conclude che sicuramente un miglioramento ci sia stato, ma composto da molti fattori e non solo dai predatori, con errori metodologici che ne hanno ingigantito il risultato. Tornando a noi, premettendo come abbiamo sempre fatto che Yellowstone è una realtà lontana da noi anni luce per estensione, mancanza di abitanti e sostanziali differenze faunistiche, la cosa può fare scuola. Infatti molto spesso abbiamo una sudditanza nei confronti della scienza che spesso ci fa ingoiare medicine amare dando per scontata la loro assoluta esattezza. Da quando mondo è mondo la scienza non è… scienza esatta. Ma spesso racchiude lo stato delle conoscenze del momento. E ancora più spesso viene ulteriormente smentita dalla scienza stessa che riprende il problema anni dopo. Come in questo caso. Oltretutto spesso, dietro progetti tanto bene presentati, ci sono interessi di parte, della politica e ancor più di potere. E ci riferiamo ai vari mantra che le nostre associazioni animaliste spessissimo invocano e sbandierano a piene mani. Sempre che i risultati concordino col loro pensiero. Come dice l’lspra, le specie è meglio che tornino da sole, piuttosto che con reinserimenti artificiali.