Secondo quanto pubblicato in questi giorni da alcuni organi di informazione, il comune di Gela, in Sicilia, starebbe valutando di istituire un museo alla memoria del generale statunitense George Patton. La proposta, che sarebbe stata (secondo quanto riportato) avanzata da un’associazione, prevederebbe anche una epigrafe dal tono fortemente simbolico: “Gela 1943. Da qui è iniziata la libertà.”
L’iniziativa per la verità sta suscitando in queste ore forti polemiche da parte di altre associazioni dedicate allo studio della storia militare, che evidenziano come il generale Patton avesse rilasciato affermazioni perlomeno controverse circa il trattamento da riservare ai militari italo-tedeschi che le truppe alleate si sarebbero trovate ad affrontare durante lo sbarco in Sicilia: “Se si arrendono quando tu sei a due-trecento metri da loro, non badare alle mani alzate. Mira tra la terza e la quarta costola, poi spara. Si fottano, nessun prigioniero! È finito il momento di giocare, è ora di uccidere! Io voglio una divisione di killer, perché i killer sono immortali!”.
Al di là dei casi documentati nei quali i prigionieri di guerra italiani furono passati per le armi da parte di reparti statunitensi, svariate fonti citano anche episodi di uccisioni indiscriminate e soprattutto ingiustificate nei confronti della popolazione civile, sempre perpetrate da parte degli americani. Per questo motivo l’iniziativa è giudicata “inopportuna, divisoria e offensiva”, tanto che è stata avviata anche una petizione per fermare il progetto.




