Remington tornerà a essere grande

Potrebbe ripartire presto dal core business storico la produzione nello stabilimento Remington di Ilion, New York. Nel frattempo, è polemica per i licenziamenti disposti dalla precedente proprietà

Si cerca di ripartire e di pensare al futuro, nello storico stabilimento Remington di Ilion, New York, che con successive ricostruzioni e ampliamenti continua a dominare il sito nel quale sorse nell’ormai lontano 1828, pochi anni dopo l’inizio dell’attività imprenditoriale armiera del fondatore Eliphalet Remington (1816). Dopo l’avvio, per la seconda volta in pochi anni, della procedura fallimentare e la suddivisione tra più acquirenti dei brand del gruppo, il futuro produttivo dello stabilimento è ancora nebuloso. Nel frattempo, sui circa 1.200 lavoratori occupati, praticamente la metà (585) è stata licenziata, innescando una forte protesta da parte del sindacato, per il mancato riconoscimento delle indennità di licenziamento e dell’estensione dell’assicurazione sanitaria, emolumenti previsti dal contratto collettivo. Questi licenziamenti peraltro sono da attribuire ancora alla vecchia proprietà: l’attuale detentore del brand, Roundhill group, ha peraltro assicurato di stare facendo tutti i passi necessari per riportare nell’organico aziendale la maggior parte di essi e il portavoce del gruppo, Jeff Edwards, ha sottolineato come Roundhill non rappresenti il classico fondo di investimenti che bada solo alle speculazioni finanziarie, bensì sia un gruppo attivo da molti anni nel segmento specifico delle armi e degli accessori per la caccia e per il tiro. “Il problema di Remington”, ha precisato Edwards, “consiste nell’aver scontato anni di gestione manageriale sbagliata. Da un lato si è ampliata la competenza dell’azienda su una miriade di prodotti che non avevano nulla a che vedere con la produzione tradizionale; dall’altra, il brand è stato sovraccaricato con una miriade di oneri finanziari. Adesso si può finalmente tornare a fare ciò che gli operai e i lavoratori Remington sanno fare meglio: armi da fuoco di qualità. Non abbiamo intenzione di far vedere al mondo quanto siamo grandi. Abbiamo intenzione di far vedere quanto siamo bravi. Realizzeremo alcuni dei migliori prodotti per la caccia al mondo. Vogliamo solo essere i migliori in ciò che sappiamo fare”.

Secondo alcuni dipendenti dello stabilimento, la produzione che potrebbe riprendere per prima è quella del fucile a pompa 870 nelle varie versioni che, per inciso, appartiene a una delle categorie di armi per le quali maggiore è stata la richiesta di acquisto sul mercato statunitense negli ultimi mesi.

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