28 gennaio 2019

La Spagna verso il recepimento "duro"?

I cacciatori e gli appassionati d’armi spagnoli stanno palesando in questi giorni un crescente malcontento in relazione al progetto di recepimento della direttiva 2017/853. Perché?
I cacciatori e in generale gli appassionati d’armi spagnoli stanno palesando in questi giorni un crescente malcontento in relazione al progetto di legge per il recepimento nel Paese iberico della direttiva 2017/853. In particolare il rappresentante della Federazione reale spagnola della caccia (Rfec), Angel Lopez Maraver, ha dichiarato che così come è formulato il progetto di modifica della normativa rappresenterà “una perdita di diritti da parte degli utilizzatori delle armi per la caccia e il tiro, con l’implementazione di un regime sanzionatorio molto duro, che non ha eguali in alcun altro Paese europeo”.
Per questo motivo la Rfec ha chiesto la mobilitazione di tutte le federazioni autonomie e provinciali della caccia per evidenziare il proprio malcontento.
Tra cacciatori, tiratori e collezionisti il recepimento spagnolo si stima che possa avere impatto su un milione e mezzo di cittadini e, a fronte del fatto che inizialmente si era parlato di una flessibilizzazione della normativa iberica per adeguarla a quanto vigente negli altri Paesi europei, in realtà sembra si sia arrivati a un ulteriore inasprimento, giudicato ingiustificato dal rappresentante degli armieri Jorge Ganzarain.
Parte delle proteste sono anche motivate dal fatto che le restrizioni annunciate dalla proposta di legge arrivano come un fulmine a ciel sereno, cioè del tutto inattese, dopo oltre un anno di trattative e incontri tra le associazioni di categoria con l’esecutivo spagnolo.
Tra le norme più preoccupanti contenute nella bozza, c’è in particolare quella relativa agli obblighi di custodia delle armi, che prevederebbero l’acquisto di un armadio blindato “certificato” senza che la guardia civil spagnola abbia fissato alcun requisito al riguardo della pretesa “certificazione”. Nel progetto di recepimento si pretenderebbe, inoltre, di rovesciare sul proprietario delle armi una sorta di “rensponsabilità oggettiva” nel caso di furto delle medesime, anche nel momento in cui fossero stati soddisfatti tutti i requisiti richiesti.
Le associazioni avranno tempo fino al 7 febbraio per presentare le proprie proposte di emendamento.

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