Il Maryland mette al bando la piattaforma Glock

Il governatore del Maryland ha firmato un provvedimento che dal 1° gennaio 2027 proibirà la vendita di pistole “convertibili” in armi a raffica su piattaforma Glock. Nra e Saf presentano immediatamente ricorso

Prosegue negli Stati Uniti la lotta politica nei confronti della piattaforma Glock, in relazione alla sua possibilità di conversione a raffica mediante i cosiddetti “Glock switch”, dispositivi di fattura più o meno artigianale che si applicano al posto della piastrina posteriore del carrello. Il governatore del Maryland, Wes Moore, ha siglato un provvedimento che modifica il codice penale dello Stato, introducendo dal 1° gennaio 2027 un divieto di “produrre, vendere, offrire in vendita, acquistare, ricevere o trasferire una pistola semiautomatica convertibile a raffica”. Riguardo alla definizione di “pistola convertibile”, il provvedimento specifica che è “qualsiasi pistola semiautomatica con barra di scatto cruciforme, che possa essere rapidamente convertita a raffica manualmente o usando utensili di uso comune, tramite l’installazione o l’applicazione di un dispositivo al posto della piastrina posteriore del carrello”. Il provvedimento esclude le armi a cane esterno o a percussore lanciato sprovviste di barra di scatto cruciforme, quindi di fatto si rivolge esclusivamente alle pistole Glock e alle cosiddette “Glock compatibili”.

La National rifle association e la Second amendment foundation hanno presentato immediato ricorso giudiziario alla corte distrettuale del Maryland contro il provvedimento, lamentando il contrasto con il secondo emendamento della Costituzione e citando a esempio il famoso caso District of Columbia vs Heller della Corte suprema: “La suprema corte”, si legge nel comunicato Nra, “ha sancito che le armi da fuoco “comuni” non possono essere messe al bando e ha specificamente stabilito che la messa al bando di una pistola semiautomatica è incostituzionale. Il divieto del Maryland relativo alla maggior parte delle pistole più popolari negli Stati Uniti contrasta in modo evidente con il precedente della Corte”.