Da alcuni giorni infiamma la polemica, sugli organi di informazione svizzeri, in merito alla questione relativa all’adozione della nuova pistola d’ordinanza. Come è noto, alla fine del 2025 la Confederazione elvetica ha deciso di pensionare la Sig Sauer P220, scegliendo la sua discendente, la Sig Sauer P320 nella versione Carry. Il sito di informazione watson.ch, tuttavia, ha richiesto e ottenuto accesso ai verbali relativi alla procedura di adozione, scoprendo che da un punto di vista meccanico-operativo la P320 aveva ottenuto, nei test, un punteggio molto più basso rispetto alla Glock e che la decisione finale sull’adozione sarebbe stata presa esclusivamente sulla base del fatto che Sig Sauer ha accettato di intraprendere la produzione sul suolo svizzero.
Nello specifico, secondo quanto riportato da watson.ch, il punteggio finale ottenuto dalla Glock 45 è stato di 7/10, mentre quello della Sig P320 è stato di 1.
Secondo il direttore di Armasuisse, l’ufficio federale per gli armamenti, il fatto che la possibilità di produrre l’arma localmente abbia un peso maggiore rispetto agli esiti delle prove di adozione, è una specifica strategia del consiglio federale in materia di armamenti. Tuttavia questo specifico aspetto potrebbe essere riesaminato dal Parlamento elvetico in occasione della discussione sul bilancio dell’esercito e sarà sottoposto al Consiglio nazionale e al Consiglio degli Stati.
Secondo l’articolo, a opporsi senza esito all’adozione della P320 è stato un fronte unito rappresentato da organi tecnici e operativi.
Tra le critiche riportate (alcune delle quali, in verità, lasciano piuttosto perplessi), quella secondo cui la P320 avrebbe mostrato “una scarsa precisione a tutti i livelli di addestramento” e “risultati insufficienti nel tiro rapido e in condizioni di stress”. Riguardo al primo aspetto, a inficiare la velocità di ripetizione del colpo sarebbe stato un rilevamento ritenuto eccessivo, mentre riguardo al secondo aspetto, le lamentele riguardano un reset troppo impercettibile. Per quanto riguarda il rilevamento, sarebbe stato di tale entità che, in particolare per i tiratori con muscolatura meno sviluppata (come il personale femminile), avrebbe richiesto l’impiego successivo di tutori e bendaggi per le dolorosità riscontrate.
Critiche anche sulla conformazione delle mire, il mirino in particolare è stato ritenuto sovradimensionato, tanto da coprire una porzione eccessiva del bersaglio, rendendo difficile il tiro mirato alla distanza di 20 metri.
Dal punto di vista ergonomico, anche la taglia “S” di impugnatura è stata ritenuta troppo grande per i tiratori con mani piccole, mentre dal punto di vista funzionale è stato riscontrato che, durante le operazioni di cameratura manuale della cartuccia e della verifica del colpo in canna, l’otturatore non tornasse completamente in batteria, richiedendo una spinta manuale.
Nel corso delle prove sarebbero inoltre comparsi segni precoci di usura all’anello porta correggiolo, alla slitta Picatinny e all’interno dell’impugnatura.
Il capo dell’agenzia degli armamenti ha tuttavia fatto notare, riguardo alle difettosità riscontrate, che il regolamento sugli equipaggiamenti del Dipartimento federale della difesa, della protezione civile e dello sport (DDPS), consente la scelta di un prodotto anche quando non risultato idoneo, a patto che i suoi difetti risultino “correggibili” prima dell’effettiva consegna. La verifica dei perfezionamenti richiesti da Armasuisse sarà condotta nel secondo e terzo trimestre 2026 e l’effettiva consegna del primo lotto (di 50 mila esemplari) è prevista per il 2028.




