Una onlus: "la sterilizzazione non basta"

20 marzo 2017
Una onlus: "la sterilizzazione non basta"
La Fondazione Una Onlus interviene sul tema dell’emergenza cinghiali nella Capitale dopo la tragica morte di un motociclista di 49 anni avvenuta sulla via Cassia a causa di uno scontro con un ungulato

La Fondazione Una Onlus, che riunisce al proprio interno associazioni del mondo ambientalista, venatorio, delle aree protette, scientifico e accademico, interviene sul tema dell’emergenza cinghiali nella Capitale dopo la tragica morte di un motociclista di 49 anni avvenuta sabato scorso sulla via Cassia a causa di uno scontro con un ungulato.
 
Questo episodio - sostiene Nicola Perrotti, presidente dalla Fondazione - è solo l’ultimo di una serie di fatti che testimoniano l’assoluta necessità di intervenire per evitare danni causati dalle specie selvatiche all’agricoltura e alla sicurezza stradale, che ora si stanno estendendo anche in ambienti insospettabili come quelli urbani. In queste ore il Campidoglio starebbe vagliando l’ipotesi di utilizzare un «immunovaccino», un farmaco che servirebbe alla sterilizzazione dei cinghiali per ridurne la moltiplicazione in città. Secondo noi, invece tale ipotesi potrebbe rivelarsi inefficace, poiché finalizzata alla esclusiva normalizzazione delle future nascite, senza intervenire in alcun modo sulla situazione contingente, caratterizzata da una presenza incontrollata di questa, come di altre specie selvatiche che, avendo perso i loro habitat naturali, si stanno antropizzando. Per affrontare il tema, invece, serve pragmatismo mettendo da parte le argomentazioni preconcette e convergendo verso pratiche condivise che riequilibrino la presenza dei cinghiali sul nostro territorio, come l’abbattimento controllato, laddove necessario, sempre nel rispetto delle prescrizioni della legge, realizzato da personale opportunamente formato. Soprattutto, è necessario mettere in atto nuove politiche in favore della salvaguardia della biodiversità, considerando anche quali sono le cause che portano all’ingresso di animali selvatici nelle aree urbane (spesso dovuto all’incuria e al degrado di molte aree verdi della città).
Ma la base di qualsiasi riflessione deve essere scientifica, per capire la reale entità del fenomeno. “Uno dei nostri progetti - continua Perrotti - realizzato con la collaborazione di Ispra, Legambiente e le associazioni venatorie Federcaccia, Arcicaccia, AnuuMigratoristi è proprio quello di avviare un censimento puntuale delle specie selvatiche, dei cinghiali in particolare, attraverso una banca dati nazionale. Solo così sarà chiaro come agire e in quale misura”.