Ma non saranno troppe?

20 marzo 2017
di Ruggero Pettinelli
Ma non saranno troppe?
Nel 2015 la Lega e Fratelli d'Italia, l'anno scorso Idv, pochi giorni fa il Movimento nazionale per la sovranità: le proposte di legge di iniziativa "popolare" sulla legittima difesa si moltiplicano, in un crescente caos dal quale i cittadini non ottengono alcun beneficio

La legittima difesa domiciliare è un tema caldissimo in questi ultimi anni e si moltiplicano, di conseguenza, le proposte di legge di iniziativa popolare per modificare la normativa al riguardo. Si moltiplicano… forse anche troppo?
Ricordiamo che l’articolo 52 del codice penale, che si occupa appunto della legittima difesa, è stato modificato una prima volta nel 2006, grazie a un’iniziativa della Lega Nord che, però, tutto sommato non ha risolto più di tanto il problema per chi si trova a doversi difendere in modo istintivo quando minacciato nella sua intimità domestica. Ecco, allora, che la Lega Nord ha (ri)presentato un progetto di legge di iniziativa popolare già nel 2015 (primo firmatario Nicola Molteni) per migliorare ulteriormente la normativa, prevedendo la legittimità della difesa “per respingere l’ingresso, mediante effrazione o contro la volontà del proprietario, con violenza o minaccia di uso di armi da parte di persona travisata (cioè colui che ha volutamente alterato il proprio aspetto per rendersi irriconoscibile, ndr) o di più persone riunite, in un’abitazione privata” o “in ogni altro luogo” nel quale venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale”.
Sempre nel 2015, anche Fratelli d'Italia ha presentato un proprio progetto, di segno analogo. 
A queste iniziative si è in parte sovrapposto, nel 2016, quello presentato dall’Italia dei valori, che ha avuto un grandissimo riscontro da parte dei cittadini, visto che ha raccolto 2,5 milioni di firme (record assoluto nella storia repubblicana)… per essere poi “dimenticato” in Parlamento (dove ancora si attende il suo esame).
È di pochi giorni fa la notizia di una ulteriore iniziativa popolare, questa volta patrocinata dal Movimento Nazionale per la sovranità (presidente nazionale Francesco Storace, segretario Gianni Alemanno), che si propone di modificare sia l’articolo 52 del codice penale (legittima difesa), sia l’articolo 55 (eccesso colposo di legittima difesa), come segue:
Art.1 (Modifiche dell’art.52 cp sulla difesa legittima)
L’articolo 52 del codice penale, dopo il comma 1, è modificato come segue:
Se l'offesa crea una situazione di pericolo per la vita o l'incolumità di una o più persone la proporzionalità va valutata in relazione ai mezzi di difesa a disposizione.
Ferme le disposizioni del primo e secondo comma e degli articoli seguenti, in quanto applicabili, nei casi previsti dall'articolo 614, primo e secondo comma, è consentito l’uso della forza, attraverso ogni mezzo idoneo, comprese le armi da fuoco legalmente detenute, per respingere chi si sia introdotto all’interno del domicilio dell’agente.
La pericolosità dell'offesa è, comunque, sempre presunta e la reazione è sempre adeguata contro chi si introduce, al fine di commettere reati, in abitazioni o loro dipendenze o all'interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un'attività commerciale, professionale o imprenditoriale, anche momentaneamente non abitato.”
Art. 2 (Modifiche dell’art.55 cp sull’eccesso colposo)
All’articolo 55 del codice penale, dopo il comma 1, viene aggiunto:
L'eccesso colposo non è punibile se si è agito per la concitazione, la confusione o la paura creata dall'aggressione.
Non possono essere disposte misure cautelari a carico di chi ha commesso il fatto nelle situazioni previste dal (proposto) comma 4 dell’articolo 52.

A questo punto le proposte di iniziativa popolare sullo stesso argomento, nel volgere di tre anni, sono almeno tre, abbastanza differenti tra di loro (ciascuna con aspetti positivi e negativi), nonostante abbiano in teoria il medesimo scopo, cioè quello di rafforzare le tutele per i cittadini che si trovano costretti a difendere se stessi da un’aggressione tra le mura domestiche o sul luogo di lavoro. E quindi? E quindi… in politica l’unione NON fa la forza e questi progetti di legge, sovrapponendosi l’uno all’altro, rischiano di combattersi e annullarsi a vicenda. Il dubbio, a questo punto, è che la questione della legittima difesa sia, più che una priorità per i cittadini, un modo che alcuni partiti hanno trovato per acquisire visibilità cavalcando l’onda della paura. Ancora una volta, sembra che la politica non riesca a dare una risposta unitaria sui grandi temi dei nostri tempi (che, in quanto tali, non dovrebbero apparentemente né essere di destra, né di sinistra…), preferendo dispedersi in mille rivoli. E intanto, il tempo passa…