Luciano Rossi all'attacco

10 aprile 2017
di Massimo Vallini

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Luciano Rossi all'attacco
«Il mio sostegno di lunga data al presidente Vazquez Raña è definitivamente giunto al termine». Il presidente Fitav e vicepresidente Issf contesta la scarsa trasparenza e la non collegialità della federazione internazionale

Luciano Rossi, 63 anni, senatore, presidente Fitav dal 1993 dichiara guerra alla federazione internazionale. Non ha digerito l’esclusione del Double trap e delle altre discipline dal programma olimpico, ma soprattutto non gradisce più il metodo. «La cancellazione del Double trap è solo un aspetto, potrebbe andare bene anche a me avere il Mixed team di trap, ma è una questione di principio e di giustizia sportiva. Ho chiesto che fosse indetta un'assemblea generale straordinaria al consiglio direttivo dell'Issf perché è ora di finirla con questi che vogliono farci sparare con il laser e che non inseriscono mai, per esempio, lo shotgun nei Giochi olimpici giovanili».
Rossi ha messo nero su bianco le sue lamentele scrivendo ai membri dell’Issf e alle federazioni nazionali. Ha raccolto in breve più di 50 firme, ma avrebbero potuto essere di più. «Sono pronto per agire con la massima decisione. Finora io mi sono sempre comportato garbatamente, facendo però sempre notare all’Issf tutte le cose che non andavano. Avevo formulato altre proposte per evitare la cancellazione dei tre eventi che avrebbero rispettato la parità di genere richiesta dal Comitato olimpico internazionale: aprendo le tre specialità, cioè la carabina libera a terra e la Pistola libera oltre al Double trap, anche alle donne oppure creando eventi misti delle tre discipline. La cosiddetta “gender equity” per me è un indirizzo, non un obbligo. Ma nei rapporti segreti che il segretario generale Issf, Franz Schreiber, e il vicepresidente, Gary Anderson, intrattengono con il Cio, probabilmente era stato già tutto deciso come pare che siano in corso trattative anche per l’introduzione del laser. È un fatto che nel Tiro a segno, intanto, le due discipline vengono sostituite da una sola, per di più ad aria compressa. Non c’è trasparenza, mentre io voglio che venga tutto alla luce. Sto facendo tutto il possibile per evitare che venga tradita la nostra origine, le nostre culture, in un momento in cui se riuscissimo a presentarci bene, potremmo accreditarci nei confronti di tutti, potremmo recuperare posizioni e invece ci consegniamo al nemico. A Nuova Delhi ho detto che è gravissima la mancanza del nostro fucile a livello giovanile, e poi mi levano le discipline e stanno trattando per il laser. A questo punto sono preoccupato e mi devo dissociare, Ho servito l’Issf finora con onestà, dedizione e passione. Mi auguro non mettano a tacere questa mia lettera ufficiale, perché non abbiamo certo bisogno di queste persone che a partire dai loro Paesi hanno dimostrato di non avere consenso».
Il seguito dell'intervista sul fascicolo di maggio in uscita.

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