di Massimo Vallini - 22 maggio 2019

Il voto europeo per Assoarmieri e Conarmi

I presidenti delle due associazioni esprimono il loro parere sui candidati. Produttori e commercianti di armi hanno una precisa idea di quale voto sia davvero “utile”, soprattutto in prospettiva del lavoro parlamentare
Antonio Bana, il presidente di Assoarmieri (a destra nella foto) ritiene che queste elezioni europee siano ancora più importanti rispetto al passato perché in occasione del dibattito sulla direttiva europea proprio lui personalmente ha avuto occasione di toccare con mano il fatto che i giochi erano ormai fatti in commissione europea e quindi il parlamento alla fine ha praticamente ratificato la decisione dei governi. « Sarà importante soprattutto che il nostro Paese acquisisca un maggiore peso in seno alla commissione. Quanto ai candidati da scegliere sono senz’altro quelli che possono confermare quanto di buono hanno già fatto in Europa per caccia e armi: nello specifico i candidati della Lega e Stefano Maullu, nonché Sergio Berlato che ha già avuto un’esperienza di parlamentare europeo. Naturalmente non posso non citare Anna Cinzia Bonfrisco che si candida per la prima volta al parlamento europeo nel Centro Italia, ma è vicino al settore da tanti anni nella sua attività in senato e si è sempre spesa attivamente e con attenzione. Non posso non citare anche Pietro Fiocchi che potrà mettere a frutto la sua competenza specifica».
C’è un altro aspetto per il quale è importante il voto del 26 maggio: «Da presidente del Centro studi di diritto europeo sulle armi, mi sono reso conto che è importante un apporto dottrinario significativo per definire meglio la questione legislativa rispetto alle armi: i candidati pro armi che saranno eletti potranno contare su uno strumento in più».
Anche Pierangelo Pedersoli, presidente degli armaioli italiani di Conarmi è convinto che bisogna votare i candidati, in tutti gli schieramenti politici, che si sono spesi per le armi e la caccia: «Tutti quelli che hanno manifestato interesse, ma soprattutto anche capacità nei confronti del mondo armiero: peccato che in qualche caso alcuni candidati dello stesso schieramento siano candidati nella stessa circoscrizione». Come è noto c’è la questione delle quote rosa e quindi delle tre preferenze almeno un voto deve essere espresso per una candidata donna. «Non mi sento di fare nomi, senz’altro sono circolati a sufficienza. Mi aspetto però che gli eletti, poi, collaborino effettivamente e si facciano carico della risoluzione dei problemi anche della produzione. Oltre alla direttiva europea, che ancora deve definire la questione non banale delle immatricolazioni, c’è anche la questione delle banche etiche e dell’impossibilità di accedere ai fondi europei perché non si è ancora riusciti a distinguere le armi sportive e per caccia da quelle militari. È un problema che ci discrimina e penalizza fortemente».
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