Una vera rivoluzione

7 ottobre 2017
di Ruggero Pettinelli
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  • 1/12 La canna lunga 173 mm, bull barrel fluted, è l'elemento più caratterizzante di questa variante.
    Con la generazione Mk IV, Ruger porta la sua leggendaria pistola rimfire nel XXI secolo: facilissimo lo smontaggio, nuova l'ergonomia dei comandi

    Ruger porta definitivamente nel XXI secolo il suo prodotto più leggendario: fu, infatti, nel 1949 che proprio con la pistola semiautomatica calibro .22 lr Standard model iniziò la fortunata avventura commerciale di Bill Ruger, la cui eredità viene raccolta quest’anno dalla serie Mark IV.
    Come è noto, nelle pistole semiautomatiche Ruger a percussione anulare, per poter eseguire lo smontaggio ordinario è necessario aprire un nottolino sul dorso dell’impugnatura, quindi estrarre il codolo articolato al piolo di ritegno dell’otturatore e, infine, estrarre finalmente il piolo medesimo. L’operazione non è delle più intuitive per il neofita (anche se può essere eseguita molto rapidamente con un minimo di pratica), ma soprattutto in molti casi necessita di utensili, a causa della durezza del nottolino e, soprattutto, della durezza del piolo di ritegno dell’otturatore a sfilarsi dalla propria sede nel fusto, specialmente ad arma nuova. Inoltre, il rimontaggio richiede un minimo di attenzione per quanto riguarda la posizione del cane. Insomma, non è un lavoro per principianti anche se, occorre ribadirlo, per oltre mezzo secolo almeno due generazioni di tiratori lo hanno fatto più che bene, senza per questo dover richiedere il ricovero alla neuro. Detto questo, non c’è comunque ragione per non cercare di migliorare quanto sia possibile migliorare e la serie Mark IV è per l’appunto la risposta.

    Tre insiemi principali

    L’arma è composta da tre insiemi principali: l’impugnatura, il gruppo canna-fodero di culatta e l’otturatore. Il famoso (meglio, famigerato) giunto articolato sul dorso dell’impugnatura è sparito. Adesso, il piolo di ritegno dell’otturatore, che continua ad attraversare perpendicolarmente sia quest’ultimo, sia il fodero di culatta, è fisso sull’impugnatura. Per lo smontaggio è stato previsto un pulsante, che protrude appena sotto l’estremità posteriore dell’otturatore: con la pistola a cane armato e sicura manuale inserita, premendo il pulsante si sgancia il fodero di culatta dal suo aggancio posteriore e il gruppo canna-fodero può essere fatto basculare intorno a un robusto perno anteriore, separandolo così facilmente dall’impugnatura. Fatto ciò, basta sfilare all’indietro l’otturatore e il gioco è fatto. Nelle serie precedenti, per separare il fodero di culatta dall’impugnatura bisognava prima sfilare l’otturatore e quindi far scorrere il fodero in avanti. Ne consegue che anche dal punto di vista estetico, c’è una differenza che denota immediatamente la modifica meccanica: al di sotto del fodero di culatta, immediatamente davanti all’impugnatura, c’è una tacca che serve a consentire il basculaggio in avanti del complesso, che nelle precedenti serie mancava. A parte questo, il feeling è rimasto identico, così come le caratteristiche positive del progetto.

    Un altro punto di innovazione della serie Mark IV è costituito dall’ergonomia dei comandi: se con la Mark III, finalmente, si è passati a uno sgancio caricatore “tipo Colt 1911”, abbandonando il nottolino a molla alla base dell’impugnatura, con la serie Mark IV si è cercato di aumentare la facilità e comodità di azionamento della sicura, passando dall’effettivamente scomodo pulsantino laterale a una vera e propria leva, per di più ambidestra su tutti gli allestimenti. Queste modifiche riguardano sia la gamma normale, sia la gamma 22/45 che, come è noto, si differenzia per l’impugnatura in polimero anziché in metallo, conformata in modo da riprodurre quella della Government 1911.

    La Hunter

    Abbiamo avuto la possibilità di provare il modello Hunter, uno dei più accattivanti esteticamente grazie alla canna lunga 6,88 pollici bull barrel fluted, alla finitura inox satinata e all’abbinamento indovinatissimo con le guancette in legno laminato. La percussione è a cane interno e, come avviene nella totalità delle .22 lr, è solo la forza della molla di recupero e della molla del cane a ritardare l’apertura dell’otturatore finché le pressioni in camera non sono scese a livelli di sicurezza. Lo scatto è in due tempi, piuttosto grattante e al dinamometro Lyman ha denunciato un peso di sgancio di 1.900 grammi, abbastanza elevato per la tipologia di arma. Alla base del ponticello si trova il pulsante di sgancio del caricatore, azionando il quale il serbatoio viene nettamente proiettato fuori dell’arma. I caricatori sono i medesimi della serie Mark III e sono, quindi, intercambiabili.
    Gli organi di mira sono costituiti dal mirino a lama con inserto ad alta visibilità in fibra ottica di colore rosso e da una tacca di mira regolabile in altezza e derivazione, dotata però di una foglietta con finestra a “V” molto aperta, per privilegiare la collimazione istintiva a discapito della massima precisione di puntamento nel tiro mirato. Per rendere ancora più spedito il puntamento, al centro della tacca è presente una riga verticale bianca. Sulla sommità del fodero di culatta sono inoltre presenti alcuni fori filettati, protetti da grani, per l’eventuale installazione di ottiche di puntamento.

    La nostra prova

    La prova a fuoco si è svolta nel balipedio del distributore Bignami di Ora (Bz): abbiamo iniziato con qualche tiro di riscaldamento alla distanza di 15 metri, portandoci poi rapidamente sulla distanza di 25 metri. L’assetto dell’arma è decisamente appruato e altrettanto decisamente stabile, visto il “cannone” di cui è dotata (ancorché fluted…). Questo consente di superare in scioltezza i limiti di peso dello scatto. Un po’ più difficili da superare sono i limiti della tacca di mira che, essendo a “V” molto aperta, in combinazione con il dot luminoso del mirino non consente la massima precisione di puntamento sul barilotto del bersaglio tipico da Pistola standard. Detto questo, però, anche in tal caso l’esercizio può fare miracoli e, quindi, serie dopo serie abbiamo visto progressivamente restringersi i raggruppamenti in serie di 5 colpi, fino a ottenere quelli che pubblichiamo a corredo del servizio, ottenuti con cartucce Eley Contact e Tenex pistol. Impeccabile il funzionamento, regolarissima l’alimentazione anche a caricatore pieno.

    ​L'articolo completo è stato pubblicato su Armi e Tiro - luglio 2017

    Scheda tecnica

    Produttore: Sturm, Ruger & Co, ruger.com
    Distributore: Bignami spa, via Lahn 1, 39040 Ora (Bz), tel. 0471.80.30.00, fax 0471.81.08.99, bignami.it
    Modello: Mk IV Hunter
    Calibro: .22 lr
    Funzionamento: semiautomatico, chiusura labile
    Alimentazione: caricatore amovibile monofilare
    Numero colpi: 10
    Canna: lunga 6,88 pollici (173 mm), a profilo pesante fluted, diametro di volata 22,2 mm
    Lunghezza totale: 275 mm
    Scatto: singola azione
    Percussione: cane interno
    Mire: mirino a lama con riferimento ad alta visibilità, tacca di mira a “V” regolabile in altezza e derivazione; predisposizione per il montaggio di ottiche di puntamento
    Sicura: manuale a leva sul fusto, ambidestra; automatica al caricatore
    Materiali: acciaio inox, guancette in legno laminato, fondello caricatore in plastica
    Finiture: satinatura opaca
    Peso: 1.247 g scarica
    Qualifica: arma sportiva

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