Purtroppo, la mattina del giorno delle prove sono stato svegliato dalla telefonata dell’importatore che mi annunciava la disponibilità dell’arma nel solo calibro .300 Winchester magnum in luogo del .338 Lapua di cui avevo già reperito le munizioni. Mi sono quindi dovuto “accontentare” di cartucce da caccia Lapua Mega Sp e ricariche su bossolo Men riempito con 73,5 grs di Vihtavuori N560 dietro una palla Sierra Matchking Hpbt moly coated del peso di 200 grs (ricarica studiata dagli sniper tedeschi). Se non altro ho avuto l’ occasione di provare il fucile in versione militare con finitura desertica Dual coating munito di calcio McMillan accessoriato di calciolo regolabile brevettato dalla stessa Peter stahl (e richiedibile come optional). Con queste premesse, ben conscio dei miei limiti come tester di arma lunga, mi sono recato al Tsn di Sassuolo ove, in una “fresca” giornata di inizio agosto (32 °C all’ ombra) e caratterizzata da leggere raffiche di vento, ho potuto saggiare le doti balistiche del solido monolito d’acciaio tedesco, dapprima sulla corta distanza di 100 metri per verificare i dati forniti dalla Casa e poi a 300 metri per appurare le prestazioni del connubio arma-calibro sulla media distanza. I tiri sono stati eseguiti con il solo appoggio anteriore, impiegando quella che per me (e per i tecnici dell’azienda) è una delle migliori ottiche militari disponibili sul mercato, la Schmidt & Bender Pm II 5-25x56 mm, saldamente ancorata a una base Mak monolitica inclinata 25 moa appositamente realizzata per la Peters stahl. Tarato il fucile con le munizioni ricaricate e senza far raffreddare la canna, ho inserito un serbatoio rifornito e ho tirato 5 colpi a 100 metri in modo abbastanza rapido e disinvolto. Il responso del bersaglio non lascia dubbi, 5 colpi in un solo foro del diametro (tra i centri) di soli 9 mm, pari a 1/3 di moa. Non pago di ciò, ho fatto raffreddare la canna per poi esplodere, con una cadenza di fuoco più rilassata, altre 5 cartucce sempre con palla Sierra, riuscendo a concentrare la rosata in soli 7 mm, pari a un quarto di moa. Le Lapua Mega Sp di 185 grs, pur essendo cartucce venatorie, hanno fornito un elevato rendimento, testimoniato da una rosata a 100 m di 5 colpi in 17 mm da centro a centro, pari a circa 0,6 moa. Dopo 25 colpi sparati tutti d’un fiato, data la canicola estiva che ha contribuito a mantenere la canna in “temperatura”, ho deciso di far raffreddare l’arma per poi passare ai 300 metri. Riappropriatomi del fucilone, che nel frattempo era stato rapito dagli sguardi indiscreti e lussuriosi degli astanti quasi fosse stata una playmate, e dati 14 click all’ottica (un click corrisponde a uno spostamento di 1 cm a 100 metri) mi sono portato sul centro del bersaglio a 300 metri. I primi 5 colpi sparati dopo l’azzeramento fine hanno impattato in un’area di circa 45 mm, con una rosata distribuita sul piano orizzontale, deviazione probabilmente dovuta alle solite folate di vento che si insinuano nella vallata posta tra i 200 e i 300 metri dell’impianto modenese. Le successive 5 cartucce hanno invece ristretto a soli 30 mm (circa 1/3 di moa), ma sempre con leggera dispersione orizzontale. Le Lapua Mega hanno confermato la propria costanza con 5 colpi in 72 mm ma, poiché dotate di un proiettile più leggero e meno aerodinamico rispetto alle Sierra Mk (ed essendo spinte a una velocità inferiore), hanno manifestato un calo vistoso, con una contestuale diminuzione della tenuta del vento laterale. In ogni caso, meno di un moa a 300 metri con cartucce da caccia, anche se di ottima qualità, è un biglietto da visita che non tutti gli altri sniper rifle possono mostrare. Dopo altri 10 colpi esplosi in pochi minuti, con le munizioni ricaricate, l’Sws 2000 è riuscita ancora a stupirmi, regalandomi una rosata di 10 colpi sparati in rapida successione in 56 mm noiosamente centrata sul punto mirato. Quest’ultima prova, volta esclusivamente a saggiare la velocità e fluidità di ripetizione dell’arma, ha palesato che le strettissime tolleranze tra fusto e otturatore fanno sì che l’azione risulti abbastanza “legata” in fase d’apertura. Per conto, anche a otturatore aperto i giochi si sono rilevati pressoché insignificanti, rendendo la movimentazione dell’otturatore generalmente fluida. In ogni caso, a fronte della corsa dell’ otturatore piuttosto lunga, l’ergonomia dell’arma ha sempre permesso il riarmo senza la necessità di spostare la faccia dal comodo McMillan e anche la sostituzione del caricatore, grazie alla generosa leva di sgancio posta davanti al ponticello, avviene senza la necessità di contorsionismi o l’abbandono della posizione. Come si addice a un’arma match, i bossoli di risulta appaiono privi di deformazioni anaelestiche e l’affumicamento del bossolo è del tutto trascurabile, segni distintivi della corretta realizzazione della camera di cartuccia. Balisticamente, la lunga e pesante canna Lothar Walther ha permesso alle cartucce usate per il test di esprimersi al meglio, facendo registrare valori velocitari ed energetici, soprattutto con le munizioni ricaricate, ben al di sopra della media e consentendo, al contempo, una perfetta combustione della carica di lancio. Durante tutta la prova, l’arma ha evidenziato alcuni aspetti di assoluto rilievo: per prima cosa tra il primo e i successivi colpi non si è verificato alcuno scostamento del punto d’impatto, lo stesso dicasi tra i primi colpi a canna fredda e dopo non meno di 15 cartucce esplose. Secondo, pur non impiegando l’appoggio posteriore, l’ottimo bilanciamento e l’ elevato peso dell’arma hanno egregiamente smorzato le vibrazioni corporee. Terzo, l’efficiente compensatore, unito alla consistente massa dell’arma nonché all’ottima ergonomia del calcio, concorrono a portare le reazioni allo sparo a livelli modesti, con conseguente aumento “dell’autonomia” del tiratore. Per esperienza ritengo che l’impiego di cartucce ricaricate ad hoc con particolare attenzione al free bore, nonché l’uso dell’appoggio posteriore, sicuramente porterà a un incremento di rendimento sulle lunghe distanze di un buon 10 – 15 per cento, tanto da duplicare esattamente le prestazioni garantite dal fabbricante.
SCHEDA TECNICA
Produttore: Peters stahl GmbH, www.peters-stahl.com, mail verkauf@peters-stahl.com
Importatore: Armeria bersaglio mobile, via Zacchetti 1, 42100 Reggio Emilia, tel 0522.51.83.44, www.bersagliomobile.com, info@bersagliomobile.com
Tipo: carabina a otturatore girevole-scorrevole
Modello: Sws 2000 Ssw
Calibro: .300 Winchester Magnum (disponibile in .338 Lapua e .308 Winchester)
Caricatore: in acciaio, bifilare a presentazione singola contenente 5 cartucce
Impiego specifico: tiro sportivo a lunga distanza
Scatto: Jewell regolabile tra i 55 e i 2.000 grammi con sicura
Sicura: a leva interna al ponticello
Canna: Lothar Walther fluted bottonata, 6 righe destrorse con passo 1 a 10” (250 mm), profilo cilindrico, diametro 30,8 mm, lunghezza 690 mm (742 mm con freno di bocca)
Mire: Picatinny rail ricavata sul castello per il montaggio di ottiche
Lunghezza totale: 1.230 mm Peso: 7.650 grammi scarica Materiali: canna e meccanica in acciaio inox Lw50
Calciatura: Mc Millan A-5 in vetroresina con calciolo estensibile, bedding in alluminio Finitura: Crn coating (inox), B Protect coating (nero), Dual coating (desert e urban camo)
Numero di catalogo: 17.983 (arma sportiva)
Prezzo: 5.800 euro, Iva inclusa
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