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Non tutte le "armi" si denunciano

Per esempio, le armi antiche con difetti ineliminabili

Non tutte le "armi" si denunciano

La regola generale, sancita dall'articolo 38 del Tulps, prescrive di effettuare immediata denuncia delle armi, munizioni e materie esplodenti che si detengono. A questa regola generale sono state apportate, nel tempo, alcune eccezioni significative che è opportuno precisare: innanzi tutto, l'articolo 8 del decreto 9 agosto 2001, n. 362 (regolamento esecutivo della legge sulle armi di modesta capacità offensiva) dispone che le repliche di armi ad avancarica monocolpo e le armi ad aria o gas compressi di potenza inferiore ai 7,5 Joule non si devono denunciare. Esiste, però, un'altra norma, poco nota: è la legge 36/90, che all'articolo 5 dice che "la detenzione, la collezione e il trasporto di armi antiche inidonee a recare offesa per difetto ineliminabile della punta o del taglio, ovvero dei congegni di lancio o di sparo, sono consentiti senza licenza o autorizzazione". Ne consegue che, possedendo un'arma antica nelle condizioni indicate dalla legge, non se ne deve effettuare la denuncia. Il problema, come sempre, è rendere concreta l'astratta definizione di "difetto ineliminabile": con una officina attrezzata, qualsiasi lama può essere appuntita e affilata nuovamente, qualsiasi fucile o pistola può essere rimesso in funzione. Ai giudici l'ardua sentenza...

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