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    Nuova bastonata sui black rifle?

    Da nostre fonti riservate, arriva un progetto ministeriale che vuole introdurre nuove limitazioni sui tanto vituperati black rifle. Cosa si sono inventati stavolta?

    Nuova bastonata sui black rifle?

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    Il ministero dell'Interno ci riprova. E anche questa volta, nel mirino dei burocrati finiscono i cosiddetti "black rifle", cioé le versioni semiautomatiche civili dei fucili d'assalto militari. Il piano, del quale siamo giunti a conoscenza tramite fonte riservata, prevede due opzioni, in realtà abbastanza simili e ugualmente penalizzanti per gli appassionati. 

    In sostanza, si prevede che tutti i black rifle (che per la direttiva europea ricadono nella categoria B7) siano obbligatoriamente classificati sportivi, cosa che oggi è facoltà del produttore o importatore (in alternativa, le armi sono qualificate da caccia).

    Ancor peggio: la prima proposta prevede, per chi detiene più di sei armi sportive, l'istituzione di una apposita licenza di collezione (oggi come oggi si inseriscono nella licenza per armi comuni), consentendo il trasporto e l'utilizzo nei poligoni o campi di tiro previa comunicazione all'autorità di ps. La seconda proposta prevede semplicemente che si possano detenere senza licenza di collezione più di sei armi sportive, ma che in tal caso, per ogni trasporto e utilizzo, ci sia sempre l'obbligo di comunicazione preventiva all'autorità di ps. 

     

    Da quanto esposto, risulta pienamente la incapacità del nostro ministero di risolvere i problemi in modo semplice e diretto, preferendo al contrario ogni tipo possibile di arzigogolo. Pensiamo, innanzi tutto, a come potranno gestire questure, commissariati e stazioni dei carabinieri il flusso di comunicazioni proveniente dai tiratori sportivi. E soprattutto, nel caso in cui il movimento sia effettuato in orari o giorni di chiusura degli uffici armi (pensiamo alla domenica, giorno in cui generalmente la gente che lavora si dedica al proprio hobby), chi riceverà le famose comunicazioni? Sarà sufficiente una posta elettronica certificata o bisognerà recarsi di persona? Quale vantaggio per l'ordine pubblico ci sarà nel sommergere le questure e le prefetture di comunicazioni che, a occhio e croce, nessuno degnerà di uno sguardo? Ma soprattutto, se un cittadino vorrà delinquere con un black rifle sportivo, che differenza potrà mai fare il fatto che non abbia inviato la comunicazione regolamentare?

    Poiché, in teoria, questi provvedimenti dovranno essere necessariamente sottoposti al vaglio del parlamento e, si spera, delle associazioni di categoria (Assoarmieri, Anpam, Conarmi eccetera), sarebbe auspicabile che qualcuno dei soggetti coinvolti facesse sapere al pubblico degli appassionati come stanno realmente le cose. Fornendo, magari, anche qualche risposta alle domande di cui sopra...

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