Haenel Cr 223 calibro .223 Remington

18 luglio 2015
di Ruggero Pettinelli
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    Anche Haenel si butta sui cloni Ar15, con un prodotto curato che utilizza il sistema di presa gas del “fratellone” H&K Mr223: design originale per i due semi-castelli, tre lunghezze di canna da 12,5 a 16,5 pollici, una precisione gratificante che, affinando lo scatto, può solo migliorare

    Il pistone tedesco

    La platea di produttori tedeschi di cloni Ar15 si fa sempre più affollata e, anche in questa occasione, sembra che il denominatore comune sia quello dell’alta gamma. Il marchio Haenel, di proprietà della Merkel di Suhl, non ha bisogno di presentazioni, ma finora nel proprio catalogo aveva presentato per lo più carabine per uso venatorio, mentre il segmento tattico era stato finora esplorato solo con una bolt-action sniper peraltro piuttosto interessante (Rs8-Rs9). All’ultima edizione della fiera di Norimberga (Iwa), invece, la svolta, con la presentazione di una serie di carabine tipo Ar15 calibro .223, con canne comprese tra i 10 e i 16,5 pollici, caratterizzate da soluzioni meccaniche piuttosto originali e dalle lavorazioni accurate: la serie Cr (Competition rifle) 223.

     

    Come è fatto

    Il distributore italiano dei prodotti Haenel, la Bignami di Ora (Bz), ha iniziato proprio in questi giorni la distribuzione di tre modelli della serie Cr223, che si differenziano per la lunghezza di canna: 12,5, 14,5 e 16,5 pollici (318, 368 e 419 mm rispettivamente). La lunghezza inferiore è prodotta espressamente su richiesta italiana e sostituisce quella di 10 pollici, che non può essere commercializzata per le note fisime burocratiche.

    Le canne sono prodotte per rotomartellatura, hanno passo di rigatura di 9 pollici (misura “media” che dovrebbe risultare idonea alla stabilizzazione ottimale di palle di 62-69 grani), e un cospicuo diametro di volata (17,5 mm). Quest’ultima culmina con il classico rompifiamma a gabbietta tipo A2, con feritoie di sfiato solo nella parte superiore e ai lati.

    I due semicastelli, ottenuti per lavorazione di utensile da forgiato, presentano un look che, senza ovviamente distaccarsi in modo sostanziale dall’archetipo Ar15, manifesta comunque una decisa individualità: in particolare il lato sinistro del lower e dell’upper presentano una serie di nervature che conferiscono un aspetto piacevolmente aggressivo. L’elemento di maggior spicco è, però, il bocchettone del caricatore, che presenta una svasatura accentuata allo scopo di agevolare la ricarica in velocità. Il bocchettone presenta anche, nella sua parte anteriore, una serie di nervature che possono risultare utili per rinsaldare la presa, nel caso in cui si utilizzi quel punto per l’appoggio della mano debole (quindi, con una imbracciata piuttosto raccolta). Ovviamente, l’arma è predisposta per accettare caricatori standard a norma Stanag e lo sgancio è costituito dal classico pulsante sul lato destro del lower, protetto da una nervatura in rilievo. Sul lato sinistro del lower, invece, è presente la leva di arresto otturatore. Sul lato destro dell’upper troviamo, invece, la finestra di espulsione protetta da coperchio abbattibile a molla, il deflettore dei bossoli e il forward assist, di tipo circolare. La sicura manuale a leva è ambidestra. L’impugnatura a pistola è polimerica, tipo A2, così come in polimero è il ponticello del grilletto, incernierato e ribaltabile per l’uso dell’arma con i guanti.

    Il calciolo è del tipo telescopico, si ispira alle più moderne realizzazioni e può essere bloccato nelle differenti posizioni agendo sulla comoda leva rigata inferiore. Presenta sia la maglietta porta cinghia inferiore di tipo convenzionale, sia il foro per l’aggancio delle magliette a sgancio rapido: altri due punti di aggancio si trovano all’estremità posteriore del lower e analogo imbocco si trova nella parte inferiore del blocchetto di presa gas, accessibile dai due lati dell’astina. Quest’ultima è in lega leggera, prodotta sempre da Haenel-Merkel, ed è del tipo quad rail, cioè presenta quattro slitte Picatinny a ore 12, 3, 6 e 9 per l’installazione di accessori. Ciò che la rende diversa dai prodotti concorrenti, o almeno dalla gran parte di essi, è che è dotata di un dispositivo a sgancio rapido, che ne consente la rimozione dall’arma in un secondo. Si tratta, in sostanza, di un morsetto a vite posto all’estremità posteriore inferiore, che si sblocca ruotando di 180 gradi la leva di comando dopo aver premuto il piolo di ritegno con la punta di una cartuccia. L’estremità posteriore dell’astina “copia” con precisione la ghiera di fissaggio della canna, mentre con la canna vera e propria non vi è alcun punto di contatto. Nella parte superiore, l’astina si interfaccia con l’upper receiver grazie a una propaggine aggettante, alla quale corrisponde una opportuna sede nella parte frontale dell’upper medesimo, in corrispondenza della slitta Picatinny integrale per l’installazione di ottiche. Quindi, il complesso upper-astina fornisce un’unica slitta Picatinny lunga dall’estremità posteriore del castello fino alla presa di gas. Ovviamente, tale supporto è ben sfruttabile per l’installazione di dispositivi ottici di mira, ma è anche utilizzato per l’installazione delle mire abbattibili, di serie. Si tratta delle mire Arms 71L, costituite da mirino a palo regolabile in elevazione, protetto da alette, e da diottra con doppia apertura regolabile in derivazione. Si tratta di dispositivi piuttosto collaudati e la scelta di offrirli con l’arma è senz’altro condivisibile.

     

    Il funzionamento

    Per il sistema di riarmo, Haenel ha “obbedito” alla tendenza più recente, che vuole l’utilizzo del recupero di gas con pistone a corsa corta, al posto dello sfruttamento diretto dei gas adottato da Stoner. In sostanza, i gas vengono spillati da un foro nella metà anteriore della canna e convogliati attraverso il blocchetto di presa, a spingere un pistone cromato. Il pistone è collegato a un’asta di armamento, che attraverso un foro nell’upper receiver spinge a sua volta il portaotturatore. Tramite il consueto profilo a camme, l’arretramento del portaotturatore causa la rotazione della testina dell’otturatore, che disimpegna le alette di chiusura dalle sedi nel prolungamento della culatta, per poi essere trascinata indietro anch’essa, estraendo ed espellendo il bossolo. La distensione della molla di recupero, occultata dentro il supporto del calciolo, riporta in avanti il complesso, che preleva una cartuccia dal caricatore e la inserisce in camera. L’asta di armamento del pistone è dotata di una propria molla di recupero, che la riporta in avanti autonomamente. Il pistone è cromato satinato in funzione anticorrosione ed è dotato di tre anelli elastici di tenuta, mentre il portaotturatore e l’otturatore hanno una finitura cromata lucida che, oltre a proteggere dalla corrosione, conferiscono una superiore scorrevolezza. Rispetto allo schema Stoner, l’adozione del sistema di presa gas in questione ha richiesto alcune modifiche al portaotturatore: ovviamente è sparita la pipetta di presa gas, sostituita da una semplice spalla con una piccola concavità, sulla quale spinge la testa dell’asta di armamento. Più significativa è, invece, l’aggiunta di una molla di ritorno del percussore e, soprattutto, di una sicura automatica che impedisce l’avanzamento del percussore finché il cane non si abbatte. Questo dispositivo, che (come peraltro l’intero sistema di presa gas) è evidentemente ispirato a quello dell’H&K Mr223 (Heckler & Koch hunting, Haenel e Merkel sono parte del medesimo gruppo Tawazun degli emirati arabi, quindi non stupisce che ci possa essere stata una sorta di “migrazione” di idee), è una sorta di precauzione determinata dal fatto che, in virtù della maggior velocità e violenza di funzionamento del sistema a pistone rispetto al sistema Stoner, potrebbe succedere che, con la chiusura dell’otturatore, il percussore avanzando per inerzia faccia partire il colpo automaticamente. Un altro “effetto collaterale” che spesso si imputa ai sistemi a pistone è che la spinta che riceve il portaotturatore ha, oltre alla componente vettoriale parallela alla canna, anche una componente verticale (cioè l’asta di armamento non spinge il portaotturatore solo all’indietro, ma anche verso il basso), il che con un portaotturatore standard genera un attrito sulla parte di lower receiver antistante la sede della molla di recupero, causando una precoce usura. In questo caso, l’eventualità è stata bilanciata dal fatto che la coda del portaotturatore è accuratamente arrotondata e rastremata, al fine di scivolare al meglio (agevolata in ciò anche dalla cromatura). Altra deroga, piccola, rispetto a un clone Ar15 “normale”, il sovradimensionamento del piolo di ritenuta del pistone ammortizzatore, che non è cilindrico, ma rettangolare.

    La nostra prova

    Per la prova a fuoco, ci siamo avvalsi come di consueto della disponibilità dell’importatore Bignami, che ci ha accolti nel proprio balipedio interno, alla distanza di 100 metri. Abbiamo deciso di portare sulla linea di tiro la versione con canna di 14,5 pollici, dotata per l’occasione di un’ottica Meopta Zd 1-4x22 Rd, con slitta monolitica Warne. Al primo approccio, abbiamo apprezzato la qualità delle finiture dell’arma, sia interne sia esterne, ma soprattutto la precisione di fissaggio dell’astina copricanna, che scorre intorno alla barrel nut veramente come sul velluto, per poi restare bloccata in posizione agendo sulla levetta inferiore. Il sistema consente un fissaggio veramente saldo, indistinguibile da un sistema tradizionale. Lo smontaggio dei due semicastelli, con conseguente rimozione del portaotturatore, non differisce da un normale Stoner, apprezzabile il fatto di aver dotato l’arma di una manetta di armamento a “T” con leva di ritegno maggiorata, che consente la manovra di caricamento anche con un solo dito o con il palmo della mano.

    Il sistema di presa gas è molto intuitivo e semplice da smontare, basta spingere all’indietro l’asta di armamento, quindi sfilare e rimuovere il pistone e, infine, far scorrere in avanti l’asta di armamento asportandola dall’arma. La pulizia del pistone è molto agevole, la cromatura evita l’aderenza dei residui e nella maggior parte dei casi non è neppure necessario sfregare, basta un panno unto.

    Il sistema di regolazione del calciolo è piuttosto solido, solo quando quest’ultimo è alla massima estensione c’è una leggera tolleranza che, però, non disturba più di tanto. Comoda la sicura bilaterale, netto l’aggancio del caricatore.

    Per le prove a fuoco, ci siamo avvalsi delle ottime Rws Target elite plus con palla Fmjbt di 69 grani, che senza troppo sforzo, malgrado l’ottica avesse un ingrandimento massimo di soli 4x, ci hanno consentito di ottenere a 100 metri, in appoggio anteriore, un raggruppamento di quattro colpi in 27 millimetri, che riteniamo più che soddisfacente. Ovviamente, studiando con un minimo di attenzione una ricarica, il risultato può solo migliorare, rispetto al prodotto commerciale. Un deciso miglioramento alle possibilità di precisione dell’arma, può essere determinato anche dalla sostituzione del gruppo di scatto, che con l’impostazione di serie è in un solo tempo (quanto a quello, non sarebbe un dramma) ma, soprattutto, ha palesato sul dinamometro Lyman un peso di sgancio di ben 3.500 grammi. Il che, richiede un certo affiatamento prima di poter spremere al massimo le potenzialità di quest’arma. Occorre anche dire che, su richiesta, il produttore offre la possibilità dello scatto match in due tempi.

    Dal punto di vista dinamico, l’arma risulta molto maneggevole ed equilibrata: nonostante le critiche e i dubbi che molti avanzano nei confronti degli Ar15 a pistone, possiamo dire di aver trovato il sistema di funzionamento Haenel (che è poi, in definitiva, quello dell’H&K Mr223) non particolarmente violento e perfettamente controllabile anche nelle serie veloci. Ovvio, non siamo agonisti di Tiro dinamico rifle ed è quindi più che probabile che un agonista possa avvertire una differenza: diciamo solo che, per il “tiratore della domenica” (che poi rappresenta la maggioranza dei possessori di black rifle), non c’è alcuna differenza sostanziale di reazioni rispetto alla presa di gas diretta. In compenso, questo sistema lascia l’arma molto più pulita e consente la pulizia totale di tutte le componenti attive. 

     

    Scheda tecnica

    Produttore: Haenel, www.cg-haenel.de

    Distributore: Bignami spa, via Lahn 1, 39040 Ora (Bz), tel. 0471.80.30.00, fax 0471.81.08.99, www.bignami.it

    Modello: Cr223

    Tipo: carabina semiautomatica

    Calibro: .223 Remington

    Funzionamento: a recupero di gas con pistone a corsa corta, otturatore a testina rotante

    Alimentazione: caricatore amovibile bifilare a presentazione alternata, a norma Stanag

    Numero colpi: 5

    Canna: lunga 12,5 pollici (318 mm), oppure 14,5 o 16,5 pollici (368 o 419 mm), passo di rigatura 1:9”

    Lunghezza totale: tra 747 e 832 mm

    Scatto: diretto, in un solo tempo, peso di sgancio verificato 3.500 grammi

    Sicura: manuale ambidestra a leva sull’impugnatura, automatica al percussore

    Mire: abbattibili Arms, mirino regolabile in altezza, diottra a doppia apertura regolabile in derivazione; slitta Picatinny superiore per l’installazione di mire ausiliarie

    Materiali: carcassa e astin in lega leggera, meccanica in acciaio al carbonio, calcio e impugnatura polimerici

    Finiture: fosfatazione nera opaca, otturatore, portaotturatore e pistone di presa gas cromati

    Peso: 3.400 grammi circa

    Prezzo: 2.310 euro, Iva inclusa