Consigli per il voto

Ecco gli schieramenti e i candidati che si sono dimostrati vicini o non contrari ad armi e caccia. L’elenco non è esaustivo, anzi inviate pure le vostre segnalazioni motivate attraverso i commenti…

Saranno complessivamente quasi 23 milioni gli italiani chiamati a votare il 31 maggio per rinnovare il presidente e la giunta in sette regioni: Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto. Nello stesso giorno si svolgeranno le elezioni amministrative in 1.062 comuni, tra cui 18 capoluoghi di provincia. A Venezia la competizione più significativa. Alle regionali non è previsto il ballottaggio.

Ad Aosta, Trento e Bolzano e nei comuni delle amministrazioni autonome di Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige, le elezioni comunali si sono svolte il 10 maggio, con ballottaggio il 24 maggio per la sola Bolzano. Il dato politico, in questo test preliminare, è che il Pd tiene, crolla Forza Italia, la Lega Nord quasi raddoppia i consensi e cresce il M5s.

Vediamo ora a grandi linee quali sono gli schieramenti e quali candidati si sono dimostrati vicini o non contrari ad armi e caccia. Ricordiamo che è possibile esercitare il voto disgiunto, votare cioè per un candidato e per una lista a esso non collegata.

 

In VENETO il candidato della Lega nord Luca Zaia è favorito (Lega nord, Forza Italia). Anche se dovrà fronteggiare il suo ex compagno di partito, Flavio Tosi, che è uscito dalla Lega nord e si è candidato con una lista autonoma che conta anche su Nuovo centro destra e Udc. Altri candidati sono Alessandra Moretti (Partito democratico), Jacopo Berti (Movimento 5 stelle), Alessio Morosin (Indipendenza veneta), Laura Di Lucia Coletti (L’altro Veneto) e Sebastiano Sartori (Forza nuova).

L'unico candidato governatore che sia anche cacciatore si chiama Flavio Tosi. Il governatore uscente Zaia (Lega nord) non si è sempre espresso a favore di caccia e armi, ma nella lista con lui ci sono il cacciatore veronese Davide Bendinelli (Fli, nella foto sotto), consigliere regionale uscente, la cacciatrice vicentina Elena Donazzan (Fli), già assessore regionale alla caccia, e Sergio Berlato (Fratelli d’Italia), leader carismatico dei Cacciatori veneti e ben noto al mondo venatorio per il suo impegno a favore delle deroghe e di calendari più ampi. Il lista a Vicenza con Fratelli d’Italia Joe Formaggio, il sindaco anti-rom di Albettone, che si è fatto ritrarre con il suo fucile a pompa.

Alessandra Moretti è amica dichiarata dei cacciatori, ma in lista con lei c’è anche Andrea Zanoni, che si è battuto per la chiusura della caccia fin dai tempi della presidenza alla Lac veneta.

 

 

In LIGURIA candidata del Pd è Raffaela Paita, renziana, assessora regionale alle infrastrutture, è indagata per omicidio e disastro colposo per le alluvioni di Genova. Dopo le contrastate primarie anche Luca Pastorino, del Pd, vicino a Pippo Civati, si è dimesso da parlamentare, e si è candidato per la presidenza, sostenuto da Sinistra ecologia libertà e Rifondazione comunista, poi Giovanni Toti (Forza Italia, Lega nord, Fratelli d’Italia, Nuovo Psi, Riformisti, Area popolare, Liberali), Alice Salvatore (Movimento 5 stelle), Antonio Bruno (Progetto altra Liguria), Enrico Musso (Liguria libera), Matteo Piccardi (Partito comunista dei lavoratori), Mirella Batini (Fratellanza donne).

Toti ha purtroppo firmato il manifesto animalista "Io voto col cuore" dell'onorevole Michela Vittoria Brambilla in occasione delle Europee dello scorso anno. Ma tra chi lo sostiene c’è quel Francesco Bruzzone (nella foto sotto), della Lega Nord, che è cacciatore impegnato da anni in consiglio regionale per difendere caccia e cacciatori. Sostengono invece la Paita, Valter Ferrando, consigliere uscente e Irina Guazzotti (nella foto sotto), tecnico faunistico e da quest'anno anche cacciatrice, moglie e nuora di cacciatori.

 

 

 

In TOSCANA l’attuale presidente della regione, Enrico Rossi, del Partito democratico, è il favorito. Negli ultimi anni si è distinto per voler incrementare il prelievo degli ungulati e anche a difesa della caccia alla migratoria. Suoi concorrenti sono Claudio Borghi (Lega nord, Fratelli d’Italia), Stefano Mugnai (Forza Italia), Giacomo Giannarelli (Movimento 5 stelle), Gianni Lamioni (Passione per la Toscana, Nuovo centrodestra e Udc), Tommaso Fattori (Sì Toscana a sinistra), Gabriele Chiurli (Democrazia diretta).

La candidata Pd Rossella Cottone (nella foto sotto) si è espressa ufficialmente per modificare la legge sulla caccia tenendo presenti le esigenze dei cacciatori, così pure i “colleghi di partito” Marco Niccolai e il consigliere regionale uscente, Marco Spinelli.

 

 

Nelle MARCHE dovrebbe vincere senza sorprese il candidato del Partito democratico, l’ex sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli. Ma l’ex presidente di regione del Pd, Gian Mario Spacca (Forza Italia, Marche 2000), si è presentato con una lista autonoma ricevendo l’appoggio di Forza Italia. Altri candidati sono Edoardo Mentrasti (Altre Marche-Sinistra unita) e Francesco Acquaroli (Fratelli d’Italia-An e Lega nord).

Proprio a sostegno di quest’ultimo candidato, i cacciatori marchigiani segnalano Giovanni Zinni (Fratelli d'italia). A sostegno di Spacca, sensibile alle istanze dei cacciatori segnalano invece Giacimo Bugaro (Forza Italia) eletto nel 2010 consigliere, risultando il più votato della regione con 9402 preferenze. Moreno Pieroni (Alleanza riformista collegata al Pd), infine, “corre” per Ceriscioli.

 

In UMBRIA ci si aspetta la vittoria della candidata del centrosinistra Catiuscia Marini (Umbria più uguale – Sinistra ecologia libertà – La sinistra per l’Umbria, Socialisti riformisti territori per l’Umbria, Partito Democratico, Iniziativa per l’Umbria civica e popolare), presidente uscente della regione. Le si oppongono il sindaco di Assisi, Claudio Ricci (Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, Lega nord, Forza Italia), Andrea Liberati (Movimento 5 stelle), Amato John De Paulis (Alternativa riformista), Simone Di Stefano (Sovranità prima gli italiani), Aurelio Fabiani (Casa rossa, Partito comunista dei lavoratori), Fulvio Carlo Maiorca (Forza nuova), Michele Vecchietti (L’Umbria per un’altra Europa).

Catiuscia Marini si è spesso spesa per difendere la tradizione venatoria e l’utilità della caccia, il calendario e i cacciatori. Recentemente ha appoggiato l'iniziativa delle associazioni venatorie a sostegno della chiusura ai turdidi al 31 gennaio, contro il “famigerato” decreto Galletti. Claudio Ricci, in prospettiva delle elezioni, ha inviato un messaggio ai cacciatori che si chiude in questo modo: “Abbiamo spiegato quanto pensiamo che sia importante per la tradizione dell’Umbria il mondo venatorio, è per questo che tra le nostre proposte, sempre nel rispetto della Legge nazionale, vogliamo prolungare di un mese lo svolgimento dell’attività della caccia. Questo recuperando alcuni giorni a settembre dalla 1a alla 3 a domenica e i restanti giorni nella prima quindicina del mese di febbraio. Per questo chiediamo fiducia ai cacciatori umbri, impegnandoci a rivalutare con trasparenza e partecipazione quei provvedimenti che in questi anni si sono rivelati penalizzanti per il mondo venatorio”.

 

In PUGLIA Michele Emiliano, appoggiato dal centrosinistra (Partito democratico, Partito comunista d’Italia, Popolari, Noi a sinistra per la Puglia, e altre liste civiche), sembra in netto vantaggio, dopo un decennio di presidenza di Nichi Vendola (Sel). Anche il centrodestra ha faticato a trovare un candidato comune: Forza Italia si è spaccata tra sostenitori di Raffaele Fitto, che hanno proposto come loro candidato Francesco Schittulli (Oltre con Fitto, Nuovo centrodestra, Fratelli d’Italia), e berlusconiani, che hanno presentato la candidatura di Adriana Poli Bortone (Forza Italia, Noi con Salvini). Poi Antonella Laricchia (Movimento 5 stelle), Michele Rizzi (Alternativa comunista), Riccardo Rossi (L’altra Puglia), Gregorio Mariggiò (Verdi).

L’avvocato Francesco d'Errico, cacciatore e difensore della caccia, si candida per Oltre con Fitto.

 

In CAMPANIA i risultati sono considerati incerti. Il favorito è Vincenzo De Luca, del partito democratico (Campania in rete, De Luca presidente, Campania Libera, Insorgenza Civile e Meridionalisti democratici, Idv, Scelta e Centro Democratico, Udc, Psi, Davvero Verdi), ex sindaco di Salerno, che negli ultimi sondaggi ha perso consensi. De Luca è stato condannato in primo grado per abuso d’ufficio. Inoltre in alcune liste che lo sostengono ci sono dei candidati considerati “impresentabili” dallo stesso Pd, che ha invitato gli elettori a non votarli. Proverà a sfidare l'attuale governatore, Stefano Caldoro (Popolari per l'Italia, Vittime della Giustizia, Movimento mai più la Terra dei fuochi, Caldoro presidente, Noi Sud, Ncd, Forza Italia, Fratelli d'Italia). Gli altri in lizza sono Valeria Ciarambino (M5s) e Salvatore Vozza (Sinistra e Lavoro).

Appoggia Caldoro, Pietro Damiano Stasi (detto Di Stasi) di Fratelli d'Italia, che ci segnalano "vicino" al settore.